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	<title>Maria Zanolli</title>
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	<description>Giornalista</description>
	<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:41:09 +0000</pubDate>
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		<title>UN MONDO SENZA FACEBOOK, DOVE MUOIONO I GATTI ED E&#8217; DIFFICILE DECIDERE PER GLI ALTRI</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[I racconti di PassoUno]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi è morto il mio gatto. L&#8217;abbiamo dovuto sopprimere. È precipitato in una settimana, stava così bene prima dell&#8217;estate. Pancreatite e neoplasia. La veterinaria ha detto:
&#8220;Gli potremmo fare un buco nei polmoni, aspirare il liquido, e poi vedere come sta, ma nelle condizioni in cui è potrebbe andare avanti poco, solo alcuni giorni&#8221;.
Decidere della vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<h6 style="text-align: justify;">Oggi è morto il mio gatto. L&#8217;abbiamo dovuto sopprimere. È precipitato in una settimana, stava così bene prima dell&#8217;estate. Pancreatite e neoplasia. La veterinaria ha detto:</h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Gli potremmo fare un buco nei polmoni, aspirare il liquido, e poi vedere come sta, ma nelle condizioni in cui è potrebbe andare avanti poco, solo alcuni giorni&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Decidere della vita degli altri è una cosa terribile. Anche se si tratta di animali. Sono esseri della terra anche loro. Siamo stati lì, mio papà e mia mamma erano distrutti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Che difficile decidere della vita degli altri. Lui era li, immobile, con gli occhi semi-aperti, blu come quel giorno che è arrivato a casa nella felpa del mio primo ragazzo, Micky. Era un regalo per i due anni di fidanzamento.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Decidere della vita degli altri è proprio difficile.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Oggi siamo circondati da cose e cose che decidono per noi. O per lo meno ci influenzano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Penso a Facebook. Anch&#8217;io avevo Facebook tre anni fa. Quando c&#8217;era ancora poca gente ed era un mezzo curioso, che non capivi bene a cosa sarebbe servito.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Poi un anno e mezzo fa ho deciso di togliermi. Mi stufava, mi faceva perdere tempo, mi faceva porre domande inutili, se fosse più o meno giusto rispondere a un&#8217;amicizia, se fosse più o meno interessante postare una poesia, un&#8217;idea, una musica, un pensiero.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Quando incontri per strada lo sguardo di una ragazza o di un ragazzo non hai il tempo di porti domande. Con naturalezza puoi rispondere allo sguardo o voltarti dall&#8217;altra parte oppure soffermarti e sorridere guardando il colore della cravatta o lo spacco sulla gonna.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sei libero, libero di far volare un pensiero che solo tu sai. Libero di non farlo. Libero di cadere giù come una foglia a settembre. Le tue emozioni sono libere.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Quando muore il tuo gatto puoi piangere come un bambino e non l&#8217;avresti mai detto. E quell&#8217;emozione, quel sentimento, quella tristezza è più vera se la tieni con te e la vivi con chi ti conosce, tuo padre, tua madre, un&#8217;amica, un amico. Non con quel mondo lì. Un mondo di milioni di &#8220;amicizie&#8221;, ma quali amicizie e quali ragazze con le gonne corte e quali ragazzi con i denti bianchi, ma quali abbracci e quali sorrisi, ma quali cose?<a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/08/img_0008.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1248" title="img_0008" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/08/img_0008-150x150.jpg" alt="img_0008" width="150" height="150" /></a></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ecco, forse dovremmo tornare a un mondo senza Facebook.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Dove muoiono i gatti ed è difficile decidere per gli altri.</h6>
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		<title>QUALCHE VERSO PRIMA DI PARTIRE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[questo silenzio
tra me e te
di piccoli rumori
e pochi passi
fa sera
ogni sera
(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)
fermarsi un passo prima
lo facciamo per difenderci
se non ci fosse un prima
e un dopo
immagina un sentimento
senza tempo
(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)
c&#8217;è una finestra
accesa
e una donna che ride
e i panni stesi di ieri
maggio nei fiori
siamo tutti appesi a un filo
(inedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>questo silenzio<br />
tra me e te<br />
di piccoli rumori<br />
e pochi passi<br />
fa sera<br />
ogni sera</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>fermarsi un passo prima<br />
lo facciamo per difenderci<br />
se non ci fosse un prima<br />
e un dopo<br />
immagina un sentimento<br />
senza tempo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>c&#8217;è una finestra<br />
accesa<br />
e una donna che ride<br />
e i panni stesi di ieri<br />
maggio nei fiori<br />
siamo tutti appesi a un filo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>ci sono attese<br />
che stringi<br />
in una mano</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>ho un pensiero<br />
che stringo<br />
nel cuscino<br />
sei tutti i sogni<br />
di una notte<br />
e tutto il cielo<br />
di una vita</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>e ridere e ridere<br />
su un prato<br />
di nuvole</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
<h6>entra nelle mie notti<br />
portami in una casa senza porte<br />
ho il tuo profumo nelle gambe<br />
e le mie mani sulla porta</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
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<h6>Parigi è sabato</h6>
<h6>e dorme,</h6>
<h6>dai tetti ancora</h6>
<h6>qualche nuvola di fumo</h6>
<h6>della sera prima</h6>
<h6>e i marciapiedi bagnati.</h6>
<h6>Parigi e pioggia</h6>
<h6>e arriva dal fiume</h6>
<h6>una mano di nebbia</h6>
<h6>una mano sui miei fianchi.</h6>
<p><!--EndFragment-->(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)</p>
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		<title>UNA NUOVA CHIAVE PER IL ROCK</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 12:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[filippo de paoli]]></category>

		<category><![CDATA[heineken jammin festival]]></category>

		<category><![CDATA[plan de fuga]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro in redazione Filippo De Paoli (chitarra e voce dei Plan de Fuga) e per tutto il tempo dell&#8217;intervista vorrei fargli una domanda che poi riesco a dirgli solo alla fine. Filippo ha intorno al collo un cordino nero con una piccola chiave. Sono troppo curiosa e gli chiedo cosa apre.
&#8220;Pensa che l&#8217;ho trovata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Incontro in redazione Filippo De Paoli (chitarra e voce dei Plan de Fuga) e per tutto il tempo dell&#8217;intervista vorrei fargli una domanda che poi riesco a dirgli solo alla fine. Filippo ha intorno al collo un cordino nero con una piccola chiave. Sono troppo curiosa e gli chiedo cosa apre.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Pensa che l&#8217;ho trovata per terra, in mezzo alla strada davanti a un locale. Guarda qui, c&#8217;è scritto &#8220;rock&#8221;. È stato un segno. L&#8217;ho raccolta e il giorno dopo mi sono licenziato dalla Media Records e ho iniziato a fare rock. Non che avessi mai smesso di farlo&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Voi credete nei segni? Penso che nel caso dei Plan de Fuga il destino rock sia più che un segno. Il loro album &#8220;In a minute&#8221; pubblicato nel gennaio del 2010 con l&#8217;etichetta indipendente About Blank è stato accolto con successo dalle radio e dalle tv musicali italiane. Dopo soli tre mesi si aggiudicano un posto in uno dei palchi più ambiti, l&#8217;Heineken Jammin&#8217; Festival, dove si esibiranno il prossimo 3 luglio. Che dire? Citando un pezzo di <em>Never a need</em> (la canzone preferita di Filippo): &#8220;Got to choose what to be before time chooses for me&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div id="attachment_1231" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><strong></strong><strong><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/05/11437_180397978208_51474943208_2734993_5541065_n.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1231" title="In a minute, il disco dei Plan de Fuga" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/05/11437_180397978208_51474943208_2734993_5541065_n-150x150.jpg" alt="In a minute, il disco dei Plan de Fuga" width="150" height="150" /></a></strong><p class="wp-caption-text">In a minute, il disco dei Plan de Fuga</p></div>
<p><strong>Plan de fuga. Da cosa?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ognuno ha il suo piano di fuga. Nel nostro caso, essendo un gruppo trasversale, diciamo dalle convenzioni, non certo fuggire dall&#8217;Italia.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Però voi cantante in inglese&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">L&#8217;intenzione è quella di arrivare all&#8217;estero, è una bella sfida, bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto, noi siamo ancora all&#8217;inizio, comunque la scelta dell&#8217;inglese è venuta naturale, io penso in inglese, mia madre lo insegnava e l&#8217;ho sempre masticato in casa. È sicuramente un mezzo per arrivare a tutti, ma mi piacerebbe in futuro fare anche canzoni in italiano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Come definiresti la vostra musica in una parola?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Varia, nel senso di contaminata, perché ognuno di noi ha una produzione musicale propria.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Quindi tutti contribuite a scrivere?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, ognuno di noi porta le proprie influenze musicali quindi la varietà stilistica è quello che ci contraddistingue.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Che musica ascolti?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Tantissima, di tutti i generi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Qualche nome?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Jeff Buckley, Bob Marley, uno dei più grandi artisti della musica di tutti i tempi che ha influenzato la dance, il rock, il funk, Astor Piazzolla e poi, ovviamente, la scena di Seattle quella elettronica di Bristol.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Diciamo che ora siete in un momento d&#8217;oro. Il disco è piaciuto molto e avete alcune date importanti in programma. Quali sono le difficoltà più grandi per emergere?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">La difficoltà più grande è il rapporto con se stessi. Continuare a lottare anche con le infinite delusioni che ogni ambiente artistico e culturale italiano ti pone davanti in maniera spiazzante. E poi la dedizione, andare avanti, crederci ed essere anche molto critici con se stessi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Tra i pezzi di &#8220;In a minute&#8221; il vostro album, a quale sei più affezionato?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Alla numero nove, <em>Never a need</em>.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Proprio un bel titolo&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Grazie, il titolo esprime proprio il senso della canzone: quanto è relativo ciò di cui si ha bisogno nella vita. Anche a <em>Twice</em>, il primo singolo che è uscito, sono affezionato. È un pezzo che parla di una persona che si guarda allo specchio e dice: &#8220;Avrei voluto essere due volte quello che sono stato&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>È per una donna?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Anche, ma più che altro è per tutte le persone con cui hai a che fare ogni giorno.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Secondo te cosa cercano oggi i giovani dalla musica?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Per me cercano troppo poco. Quando incontri in giro un ragazzo con l&#8217;i-pod e gli chiedi cosa stai ascoltando ti risponde: &#8220;Gli mp3&#8243;. Come gli mp3? Quando c&#8217;è troppo di tutto tendi a perdere un po&#8217; il valore delle cose. Bisogna avere la capacità critica di saper scegliere e approfondire, di coltivare il desiderio di conoscere le cose. Il brutto è che si approfondisce poco, il bello è che, grazie ai mezzi di oggi, hai il mondo intero davanti agli occhi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Un gruppo che stimi nel panorama italiano?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il Teatro degli Orrori che fanno musica indipendente rock pura. Poi un autore con cui io suono, che è anche un mio carissimo amico, è Gianmarco Martelloni che secondo me scrive i testi più belli in Italia.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Per te dove sta andando la musica oggi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ci vorrebbe un po&#8217; più di elasticità, si potrebbe dare molto più spazio a tutto quello che c&#8217;è già invece che cercare talenti fittizi. Fare uno scouting un po&#8217; più &#8220;alla vecchia&#8221;, una volta c&#8217;erano i talent scout che andavano in giro nei locali a cercare il cantautore.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E i Plan de fuga dove saranno tra cinque anni?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Spero semplicemente di poter vivere con la musica che facciamo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Per concludere ti chiedo un pezzo di una vostra canzone da lasciarci come ricordo.</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Got to choose what to be before time chooses for me&#8221;. Scegli quello che sei prima che il tempo scelga per te.</h6>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>&#8220;SONO NATO CON LA FORCHETTA&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 16:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[amref]]></category>

		<category><![CDATA[giobbe covatta]]></category>

		<category><![CDATA[trenta]]></category>

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		<description><![CDATA[Che difficile intervistare Giobbe. In senso buono, ovviamente. Tu gli fai una domanda e non hai ancora finito l&#8217;ultima parola che lui ha già una battuta pronta. Così scoppi a ridere e perdi totalmente la concentrazione tanto che sul taccuino rimangono dei geroglifici indecifrabili che neanche un faraone riuscirebbe a tradurre.
A proposito di faraone&#8230; già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Che difficile intervistare Giobbe. In senso buono, ovviamente. Tu gli fai una domanda e non hai ancora finito l&#8217;ultima parola che lui ha già una battuta pronta. Così scoppi a ridere e perdi totalmente la concentrazione tanto che sul taccuino rimangono dei geroglifici indecifrabili che neanche un faraone riuscirebbe a tradurre.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">A proposito di faraone&#8230; già me lo immaginavo, ma quando ci siamo incontrati dietro le quinte del teatro (sta portando in giro il suo nuovo spettacolo <a href="http://www.sosiapistoia.it/trenta" target="_blank">&#8220;Trenta&#8221;</a>) e abbiamo iniziato a chiacchierare di cibo e dintorni era come stare a cena con gli amici. Dico amici perché Giobbe non è uno, e non è neanche trino, ma è tutti. Lui direbbe: &#8221; &#8216;mo non esageriamo!&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">È un perfetto gentiluomo, è divertente, stuzzicante, sa essere tremendamente serio e  sdrammatizzare quando serve, ti fa morire per quel suo modo un po&#8217; buffo di parlare, da napoletano verace, e quando si tocca la barba con le mani come un vecchio saggio (se mi sente che gli dico vecchio, ma ancora di più, saggio, mi ammazza).</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Perché Giobbe non si prende mai sul serio. Ma dice un sacco di cose serie &#8220;filtrandole attraverso l&#8217;ironia&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Non mi dilungo oltre. L&#8217;intervista parla da sola.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Buon divertimento!</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div id="attachment_1216" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><strong><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/giobbe-covatta-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1216" title="Il piatto per Amref disegnato da Giobbe Covatta" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/giobbe-covatta-1-300x300.jpg" alt="Il piatto per Amref disegnato da Giobbe Covatta" width="300" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Il piatto per Amref disegnato da Giobbe Covatta</p></div>
<p><strong>Di recente hai disegnato un piatto per Amref con Rossopomodoro. Sul piatto c&#8217;è San Totò e San Marzano: geniale. Chi ti ha dato di più? Il magico Totò, il pomodoro napoletano o tutti e due?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sono diventato grande con tutti e due. Se tra i due devo buttarne giù uno dalla torre, butto il San Marzano. Solo perché ho un po&#8217; di ulcera e il pomodoro mi fa acidità. E poi Totò non lo posso buttare, come si fa?</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Tu sei impegnato in Africa da diverso tempo. Noi adesso scherziamo un po&#8217; sul cibo, ma il problema della fame nel mondo è una cosa molto seria. Credi che si siano fatti dei passi avanti e cosa si potrebbe fare ancora?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">No, c&#8217;è ancora da fare tutto quello che c&#8217;era da fare trent&#8217;anni fa, moltiplicato per trent&#8217;anni e anche di più. Il problema non è cosa c&#8217;è da fare, lo dico anche nello spettacolo, l&#8217;1% di quello che si è speso per salvare le banche avrebbe risolto il problema della fame nel mondo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Qual è il sale della vita per Giobbe Covatta?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">I condimenti sono tanti, perché a volte metti il sale e non basta, allora aggiungi il pepe e poi il parmigiano e l&#8217;olio di oliva. È complicata la cosa&#8230;Lo scopo del gioco lo sappiamo, è essere felici. Bisogna avere molti elementi da mettere nella pentola. L&#8217;ironia, l&#8217;allegria, riuscire a filtrare le cose attraverso il divertimento cercando di superare le difficoltà.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div id="attachment_1217" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><strong><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/dsc_0042.jpg"><img class="size-medium wp-image-1217" title="Giobbe durante lo spettacolo &quot;Trenta&quot; (foto francisphotograph)" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/dsc_0042-199x300.jpg" alt="Giobbe durante lo spettacolo &quot;Trenta&quot; (foto francisphotograph)" width="199" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Giobbe durante lo spettacolo &quot;Trenta&quot; (foto francisphotograph)</p></div>
<p><strong>Ti senti più Dante o Boccaccio?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Temo nessuno dei due, sono più legato a Paperino Paolino.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">La domanda non è se è vuoto o pieno, dipende da quello che c&#8217;è nel bicchiere.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Bacchette o forchette?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">La mia signora ha 300 di colesterolo, quindi mangiamo anche il sushi volentieri, però io sono nato con la forchetta.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E se fossi un giapponese come ti chiameresti?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Toshiro Mifuma.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E se cucinassi per Dio cosa gli faresti?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ma è facile: una santonorè con il vin santo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Io ti immagino un ottimo chef: cosa non può mancare se ci inviti a cena?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, mi piace cucinare di tanto in tanto. Ho anche fatto una gara culinaria e ho preso 4 cappellini.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ah, si?! E cosa avevi preparato di buono?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Un sacco di cose, due antipasti, due primi, due secondi, due dolci. Un fritto misto all&#8217;ascolana che mi è venuto benissimo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>In un tuo ultimo spettacolo, Seven, parli dei 7 vizi capitali. Tra questi c&#8217;è anche la gola. Di cosa non puoi fare a meno, golosamente parlando?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Se intendi che cosa mi vorrei portare su un&#8217;isola deserta, avrei almeno venticinque-trenta cose in mente. No, dai, mi porterei un allevamento di maiali.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Che maiali?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Di cinta senese.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E poi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Una piantagione di cacao. Ah, ho una curiosità da raccontarti sul cacao.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Dimmi&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">In un mio viaggio in Africa, in Costa d&#8217;Avorio mi trovai in un posto dove facevano il cacao. Non avevo mai visto gli alberi di cacao, sono bellissimi. Ma la cosa buffa è che preso dall&#8217;entusiasmo ho preso una noce di cacao e me la sono mangiata così, sono stato malissimo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>A parte questa esperienza un po&#8217; tragicomica, credo che assaggiare le cucine del mondo sia sempre un viaggio.</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Quanto e come incide il cibo sulla nostra cultura?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ho girato gran parte del mondo e non mi sono mai sottratto ai sapori dei luoghi che ho visitato. La cucina è cultura, anche quella improbabile.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è una cucina &#8220;improbabile&#8221; che ti ricordi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Be&#8217; nelle zone sud desertiche o in Amazzonia mangiano gli scarrafoni. Mi ricordo anche di una carne di renna finlandese che ho assaggiato quando ero giovane. La carne di renna finlandese puzza di selvatico a 150 metri! Non me la dimenticherò mai.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Un libro che hai &#8220;mangiato&#8221;?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Più che libri, ci sono autori che ho divorato, i sudamericani tutti, quelli della Beat Generation, Kerouack, Ferlinghetti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E un italiano?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Calvino.</h6>
<div id="attachment_1220" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/giobbe-e-maria.jpg"><img class="size-medium wp-image-1220" title="Giobbe e Maria" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/giobbe-e-maria-246x300.jpg" alt="Giobbe e Maria" width="246" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scatto simpatico con Giobbe </p></div>
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		<title>VOGLIO AVERE CENT’ANNI E MORIRE GIOVANE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 15:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[francisphotograph]]></category>

		<category><![CDATA[heineken jammin festival]]></category>

		<category><![CDATA[latteria molloy]]></category>

		<category><![CDATA[marydolls]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima volta che ho sentito i Marydolls è stato per caso, una sera di settembre in Latteria. Bevendo una birretta, seduta comoda sui divani del locale, mi sono lasciata trasportare canzone dopo canzone dalla loro musica che ricorda, a tratti, alcune sonorità grunge e un po&#8217; maledette stile Nirvana ma che si sa addolcire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">La prima volta che ho sentito i Marydolls è stato per caso, una sera di settembre in Latteria. Bevendo una birretta, seduta comoda sui divani del locale, mi sono lasciata trasportare canzone dopo canzone dalla loro musica che ricorda, a tratti, alcune sonorità grunge e un po&#8217; maledette stile Nirvana ma che si sa addolcire con certe parole e immagini o nel tocco intenso e leggero del violoncello.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">I Marydolls ufficialmente sono tre ragazzi: Paolo Morandi (voce e chitarra), Michele Bertoli (batteria) e Lorenzo Toninelli (Basso). Poi, come è stato per quella sera, si aggiunge Doriana Marinelli che suona il violoncello. A seguire la band bresciana fin dall&#8217;inizio è stato Paolo Damiano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Nel 2008 hanno pubblicato il loro primo disco Liquirizia-Brain sotto l&#8217;etichetta indipendente Mizar Records. Il prossimo autunno uscirà il nuovo album La calma. &#8220;Proviamo a rimanere calmi in questo momento difficile in cui ogni giorno veniamo bombardati da mille messaggi, da mille immagini, da troppo rumore&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il tema è interessante e i Marydolls hanno energia da vendere. Come tante band bresciane che con le loro canzoni sono riuscite a risvegliare la nostra città.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ho fatto due chiacchiere con Paolo, classe 1984, la voce del gruppo.</h6>
<p><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/_dsc02021.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1209" title="Marydolls" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/04/_dsc02021-199x300.jpg" alt="Marydolls" width="199" height="300" /></a></p>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Perché Marydolls?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Era un&#8217;etichetta che io e mio cugino Michele, il batterista, avevamo trovato su un giocattolo. Ci era piaciuto il nome ed è diventato quello del gruppo.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Qual è il vostro genere?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Diciamo che il nostro riferimento è il grunge di Seattle e dei Nirvana, ma facendo canzoni in italiano possiamo definirci rock.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E di Liquirizia-Brain, il vostro primo album, cosa mi dici?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Beh, il nome nasce da un&#8217;immagine curiosa di un omino senza più cervello con una sigaretta in bocca che è nera, però sembra una liquirizia&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ha un significato?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">È un nonsense, ci piaceva.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;album è del 2008, giusto?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, il pezzo più significativo è probabilmente <em>Perso</em>, il singolo di cui abbiamo girato anche un video con la regia di <a href="http://www.davidefranzoni.com/" target="_blank">Davide Franzoni</a> e la direzione della fotografia di <a href="http://www.francisphotograph.com/" target="_blank">Francesco Cancarini.</a> Il video è girato molto su All Music, Mtv. È stato un bel lancio.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E il disco nuovo arriva?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Stiamo lavorando al secondo, sì. Abbiamo finito i pezzi e dobbiamo registrarlo. Si chiamerà <em>La calma</em>.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Un disco tranquillo?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Non proprio, il nome trae in inganno&#8230; è la quiete dopo la tempesta, è come dire &#8220;proviamo a rimanere calmi in questo presente bombardato da tutto&#8221;. Facciamo qualcosa con calma.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Un bel messaggio, mi piace&#8230; voi comunque siete sempre in movimento?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Direi di sì, in questi due anni abbiamo fatto tutto il tour e abbiamo ancora qualche tappa quest&#8217;estate. Poi uscirà il nuovo disco in autunno.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Credi che a Brescia ci sia un buon fermento dal punto di vista musicale?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, è una buona piazza e ce l&#8217;hanno confermato le voci che girano sulla musica bresciana al di fuori della nostra città. Molti vedono Brescia come il nuovo centro della musica indipendente. Non può che farci bene, direi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è un&#8217;aria buona, insomma?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, a parte lo smog&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>So che avete partecipato all&#8217;<em>Heineken</em> Jammin Festival, un concertone?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">È stata la data più importante che abbiamo fatto. La sera prima del nostro concerto c&#8217;era Vasco e 190mila persone. È stata un&#8217;esperienza formativa e ci ha dato un sacco di visibilità. Quest&#8217;anno andranno i <a href="http://www.plandefuga.it/" target="_blank">Plan de Fuga</a>, sono di Montichiari, sono bravi, hanno qualche anno in più di noi&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E voi tra qualche anno come sarete?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Con la musica è difficile vivere. I pezzi nascono perché si sta ore e ore in studio a scrivere e a fare la musica. Per me è una necessità, quindi ci saremo sicuramente tra qualche anno, con nuovi album e idee. Il mio compito è quello di scrivere pezzi belli e cerco di farlo ogni volta.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Mi piacerebbe finire con un pezzo di una vostra canzone.</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Voglio avere cent&#8217;anni e morire giovane&#8221; da <em>Un altro me</em>.</h6>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>IL MIO STILE E&#8217; NON AVERE UNO STILE: INTERVIEW WITH GIANMARCO MARTELLONI</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sentiamo al telefono e gli chiedo com&#8217;è andata a scuola perché Gianmarco è un cantante, ma anche un prof, insegna italiano e latino in un liceo linguistico di Brescia.
Mi dice: &#8220;Bene, abbiamo la gita in ballo, stiamo organizzando per andare alla Verna&#8221;.
Bei tempi quelli delle gite, penso. Ma non c&#8217;è spazio per i ricordi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Ci sentiamo al telefono e gli chiedo com&#8217;è andata a scuola perché Gianmarco è un cantante, ma anche un prof, insegna italiano e latino in un liceo linguistico di Brescia.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Mi dice: &#8220;Bene, abbiamo la gita in ballo, stiamo organizzando per andare alla Verna&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Bei tempi quelli delle gite, penso. Ma non c&#8217;è spazio per i ricordi, l&#8217;intervista è già iniziata&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div id="attachment_1200" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><strong></strong><strong><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/martelloni1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1200" title="Gianmarco Martelloni - Photo Francisphotograph" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/martelloni1-199x300.jpg" alt="Gianmarco Martelloni - Photo Francisphotograph" width="199" height="300" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Gianmarco Martelloni - Photo Francisphotograph</p></div>
<p><strong>&#8220;La cravatta rossa&#8221; è un pezzo del tuo disco. Nella canzone ti chiedi se è un indumento o un&#8217;arma. Che cos&#8217;è per te?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Per risponderti ti racconto com&#8217;è nata la canzone. Stavo guardando &#8220;Ultimo Tango a Parigi&#8221;. Proprio dopo la scena del tango, lei lascia lui per sempre. È un momento tristissimo, forse il più triste  di tutta la storia del cinema&#8230;lui le corre dietro per strada e indossa una cravatta rossa. Quella cravatta è il simbolo del sangue che lui versa per lei, ma anche l&#8217;idea di un rapporto soffocante. Da questa suggestione è nata la canzone.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E tu la porti la cravatta&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Si, la porto spesso.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Dalle cravatte alla poesia. Qual è il tuo poeta preferito?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Dino Campana.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ma davvero? È una scelta particolare, pensavo più a Saba o Montale&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Beh stiamo parlando di grandi, comunque. Campana mi piace perché ha saputo combinare in modo unico sperimentalismo e classicità, abbraccia aspetti quasi futuristi, a volta è una lingua che guarda all&#8217;indietro.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è un bel libro che parla di Dino Campana, si chiama <em>La notte della cometa</em></strong><strong>, l&#8217;hai letto?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">No, ma pensa che me lo dicono tutti. Prima o poi lo leggerò.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Oltre fare il cantante sei anche un prof.  Che cosa cercano i ragazzi oggi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ti risponderei utilizzando un pezzo degli Afterhours, ma invertendo il senso: &#8220;Sui giovani d&#8217;oggi non ci scatarro su&#8221;&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sono molto meglio di come vengono descritti e il modo in cui si vestono non esprime assolutamente quello che sono in realtà. Certo, è la generazione facebook, messenger, internet, e questo mondo veloce fa sì che per fargli leggere un libro ci vuole un sacco di pazienza perché dopo poco perdono l&#8217;attenzione. Però sono svegli, curiosi, attivi, molto più della mia generazione. Pensa che al pomeriggio faccio un Cineforum volontario a scuola, guardiamo dei film insieme, ho sempre molti studenti, si appassionano, sono in gamba.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ci dai qualche anticipazione sul nuovo disco?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Se intendi per le sonorità, sarà molto simile a come suono dal vivo. Un disco più istintivo rispetto al primo. &#8220;La superficie del mare&#8221; è stato un album lunghissimo. Sarà un po&#8217; meno sul rapporto di coppia e sulla relazione, e un po&#8217; più esistenzialista. C&#8217;è una canzone a sfondo teologico, una che parla di spettri&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>La mia canzone preferita del tuo primo disco è &#8220;Volami per casa&#8221;. Quando la ascolto mi sembra di vedere una farfalla che vola&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">È una canzone sincera, che ho fatto in mezz&#8217;ora e in cui non ho spostato una virgola.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Era proprio una necessità.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i cantanti che stimi di più?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">I cantautori italiani classici degli anni Sessanta e Settanta: Luigi Tenco, Piero Ciampi, ma anche Bruno Lauzi, Umberto Bindi, quel mondo lì.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E qualche voce straniera?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Damien Rice ed Eliott Smith. Smith tra l&#8217;altro è morto qualche anno fa. Si è suicidato accoltellandosi al cuore. Immagina che intensità di uomo&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;">E poi Florence and The machine.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Comunque un modello vero di riferimento non ce l&#8217;ho e a volte ti assicuro che è disorientante.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ma tu vuoi fare la tua musica, no?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, è vero.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Visto che sei un cantante-prof, mi piacerebbe concludere con il verso di una poesia. </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Cosa ti viene in mente?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Un verso di Sanguineti che dice: &#8220;Oggi il mio stile è non avere uno stlle:&#8221;</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Lascia i due punti sospesi alla fine. Mi ha sempre colpito.</h6>
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		<title>MARGHERITE SOTTO LA NEVE</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[
certe mattine hanno le mani legate
bevo a piccoli sorsi il caffè di ieri
fuori c&#8217;è marzo alla finestra
ma è ancora inverno
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)


le tue notti
sono ricordi di corse nei prati
a inseguire lucciole e stelle
il profumo del mare di sera
la voce di mia madre prima di dormire
un bacio a sette anni di nascosto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6></h6>
<h6>certe mattine hanno le mani legate</h6>
<h6>bevo a piccoli sorsi il caffè di ieri</h6>
<h6>fuori c&#8217;è marzo alla finestra</h6>
<h6>ma è ancora inverno</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>le tue notti</h6>
<h6>sono ricordi di corse nei prati</h6>
<h6>a inseguire lucciole e stelle</h6>
<h6>il profumo del mare di sera</h6>
<h6>la voce di mia madre prima di dormire</h6>
<h6>un bacio a sette anni di nascosto in un campo</h6>
<h6>un campo di fragole e rose</h6>
<h6>fiori le tue mani, giorni le tue notti</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>a volte ci sfugge</h6>
<h6>il senso</h6>
<h6>di poche parole,</h6>
<h6>anche un silenzio</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>hai una margherita</h6>
<h6>nella tasca della giacca</h6>
<h6>e un tovagliolo rosso</h6>
<h6>nella borsa</h6>
<h6>malinconie quotidiane</h6>
<h6></h6>
<h6>non si portano indosso i ricordi</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>e se il segreto poi fosse</h6>
<h6>un semplice risveglio</h6>
<h6>ogni mattina</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>lei non lo sapeva</h6>
<h6>ma in quelle notti</h6>
<h6>con le scarpe d&#8217;oro</h6>
<h6>usciva dal letto</h6>
<h6>camminando su un filo d&#8217;erba</h6>
<h6></h6>
<h6>e volava legata alle stelle</h6>
<h6>a piccoli passi</h6>
<h6>appoggiata al suo sogno</h6>
<h6>risvegliandosi poi</h6>
<h6>sulla sua spalla</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>margherite sotto la neve</h6>
<h6>e un silenzio di gennaio a marzo</h6>
<h6>provo a tenere il freddo in una mano</h6>
<h6>provo a stringere il cielo quando non ci sei</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>ti bacio nella barba</h6>
<h6>e non sai</h6>
<h6>ma è come</h6>
<h6></h6>
<h6>sentirsi</h6>
<h6></h6>
<h6>a casa</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>quasi trent&#8217;anni</h6>
<h6></h6>
<h6>una bambina</h6>
<h6>mi guarda stasera</h6>
<h6>quasi incantata</h6>
<h6></h6>
<h6>mi guarda</h6>
<h6>a fare la spesa</h6>
<h6>a tornare a casa</h6>
<h6>dopo il lavoro</h6>
<h6></h6>
<h6>stasera una bambina</h6>
<h6>mi guarda</h6>
<h6>ha i miei occhi neri</h6>
<h6>e mi osserva incantata</h6>
<h6>il cappotto e le scarpe</h6>
<h6>stivali alti coi tacchi</h6>
<h6>un po&#8217; di trucco e lo smalto</h6>
<h6></h6>
<h6>stasera ho quasi trent&#8217;anni</h6>
<h6>e una bambina mi guarda</h6>
<h6>non sa se ridere o piangere,</h6>
<h6>ma è ormai una donna, stasera</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>respiro la neve dalla finestra</h6>
<h6>e la neve fa il rumore dei tuoi passi</h6>
<h6>appoggio la testa su una stella</h6>
<h6>chiudo gli occhi sulla tua spalla</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>ti ho ritrovato</h6>
<h6>in uno scontrino sbiadito</h6>
<h6>c&#8217;era la data</h6>
<h6>del nostro ultimo bacio</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>mi respiri anche nei capelli</h6>
<h6>anche ora che non ci sei</h6>
<h6>e sei in una brezza di vento</h6>
<h6>un vento di novembre a marzo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CANZONI IN BIANCO E NERO</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sul tavolo in legno della cucina c&#8217;è una busta di tabacco, un accendino e un foglio con qualche frase buttata lì. Intorno, nella stanza, libri, una chitarra, un trombone, un paio di microfoni. Ettore ci prepara un caffé con la moka, due tazzine gialle, un sorriso che non è mai uguale a un altro. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h6 style="text-align: justify;">Sul tavolo in legno della cucina c&#8217;è una busta di tabacco, un accendino e un foglio con qualche frase buttata lì. Intorno, nella stanza, libri, una chitarra, un trombone, un paio di microfoni. Ettore ci prepara un caffé con la moka, due tazzine gialle, un sorriso che non è mai uguale a un altro. Lo sguardo strano.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Apro la borsa e, quando non si accorge, gli metto un libro di Ungaretti aperto su una poesia. Lui la legge. Non la conosce, ma gli piace. In questo periodo sta leggendo Tommaso Campanella, mi parla di una conversazione di Pasolini che ha visto su <em>youtube</em>, ha anche ripreso in mano <em>Il ritratto di Dorian Grey</em> di Oscar Wilde.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Che libro&#8221;, mi dice. &#8220;Quante cose su cui riflettere&#8221;. Ecco, Ettore Giuradei è una persona che ci pensa. Che vive, prima di riflettere, ovviamente. E che poi porta la sua vita e il suo pensiero nelle canzoni.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ha iniziato dieci anni fa, quando aveva più o meno 18 anni.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">&#8220;Avevo un gruppo, facevamo cover di cantautori, tipo i Modena City Ramblers. Poi pian piano mi è venuta voglia di fare canzoni mie. Ho iniziato a scrivere, mi piaceva, ma con il  gruppo iniziava a non esserci più sintonia. Marco, mio fratello, aveva 15 anni. Suonava bene il piano. Gli ho fatto sentire i miei pezzi e gli sono piaciuti. È iniziata così, un po&#8217; per gioco. Io, mio fratello (che nel frattempo ha imparato a suonare la batteria e gli altri strumenti) e Gabriele Zamboni, il nostro primo chitarrista. Adesso nel gruppo, oltre a me e Marco, c&#8217;è Alessandro Pedretti alla batteria, Danilo Di Prizio alla chitarra e il fonico Domenico Vigliotti&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Panciastorie</em> (2005) è il primo album di Ettore Giuradei. Nel 2008 è uscito <em>Era che così</em>.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">A ottobre 2010 arriverà il nuovo disco.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1162" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/dsg_0098.jpg"><img class="size-medium wp-image-1162" title="Ettore Giuradei (Photo by Francis)" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/dsg_0098-199x300.jpg" alt="Ettore Giuradei (Photo by Francis)" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ettore Giuradei (Photo by Francis)</p></div>
<p><strong>INTERVIEW WITH ETTORE GIURADEI</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E subito riprende / il viaggio / come / dopo il naufragio / un superstite / lupo di mare. </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>(<em>Allegrie di naufragi</em></strong><strong>, Giuseppe Ungaretti)</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Mi piace pensare alle tue canzoni come &#8220;allegrie di naufragi&#8221;. Ti ritrovi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Si, mi piace.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Allegrie di naufragi o naufragi allegri. Nei tuoi pezzi c&#8217;è sempre un filo di ironia ma anche la tristezza, la nostalgia, la malinconia&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Pensa che ne parlavo anche l&#8217;altro giorno dell&#8217;idea del &#8220;bianco e nero&#8221;. In effetti nelle mie canzoni c&#8217;è questo dualismo. Che poi non è un dualismo, ma è più un&#8217;unione, il bianco e nero, la felicità e la tristezza, l&#8217;allegria e il naufragio, come dici tu. Sono due facce della stessa medaglia. È una lente che ti permette di vivere in modo più profondo i sentimenti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E tu Ettore ti senti un po&#8217; così?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, direi di sì. Penso sia importante nella vita cercare di essere trasversali, aperti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">È una cosa che si sta perdendo. Intendo trasversali anche nelle sensazioni, non fermarsi in superficie, ma arrivare al profondo delle cose provando anche emozioni opposte.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Se vai in fondo &#8220;rischi&#8221; di toccare quel prezioso lato umano che ci rende tutti uguali.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E penso a lei / che ride bene / che salta bella / nei suoi vestiti / un arlecchino / con unghie rosse / sui piedi buoni&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Questa, invece, è la tua <em>Zingara</em></strong><strong>. Credo che ogni donna, in fondo in fondo, si senta un po&#8217; zingara. Tu cosa volevi raccontare con questo pezzo bellissimo?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">È un pezzo molto chiaro e autobiografico. La zingara era una mia ragazza. È stata una storia d&#8217;amore passionale e tormentata, nella prima strofa ho messo ciò che mi piaceva di più di lei. Poi la canzone continua, non benissimo in effetti, bisognerebbe ascoltarla&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Sì, i pezzi vanno ascoltati bene, soprattutto quando sono scritti perché si ha qualcosa da dire. </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Passando ai libri, ho appena finito di leggere un romanzino che si chiama <em>Manette</em></strong><strong>. È una storia tra un ragazzo e una ragazza, lui a un certo punto del libro decide di comprare delle manette, che poi diventano una sorta di gioco e ossessione. </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Il senso è spiegato in una frase che dice: &#8220;Tutti hanno bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi&#8221;. </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Tu credi che ci leghiamo alle persone (arrivando anche al punto di ammanettarle) perché non sappiamo stare soli?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Un po&#8217; sì. In questo periodo sto riflettendo molto sull&#8217;argomento coppia-solitudine. Io ora credo di essere solo&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Be&#8217; dalla solitudine nascono le canzoni&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, anche se non sei mai solo perché fai parte di una comunità che giustifica la tua solitudine. Tornando al concetto di prima sul &#8220;bianco e nero&#8221; penso che ognuno di noi abbia una doppia vita, privata e pubblica. Penso che la tua solitudine acquisti un senso se hai una vita pubblica attiva, molto intensa e spensierata. In questo periodo mi incuriosisce parecchio la partecipazione attiva. Ti rendi conto di quante cose stupide siamo abituati a fare solo perché &#8220;le fanno gli altri&#8221;. Per esempio, da qualche tempo ho iniziato a correre. Prima correvo senza una metà, poi invece ho deciso di correre per  andare in paese, anche a piedi si può andare. Puoi anche fare la spesa. Non capisco che senso ha prendere la macchina.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Insomma Ettore, ti piacerebbe che le persone tornassero alle loro azioni primarie&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, alle abitudini umane. Ecco, dovremmo staccarci dalla generazione dei nostri genitori, che è sempre stata un po&#8217; succube del consumismo e del &#8220;lo faccio anch&#8217;io perché hanno sempre fatto così&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ci sono delle canzoni nel panorama italiano che avresti voluto scrivere?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ce n&#8217;è una, <em>Hotel Supramonte</em> di De Andrè. Mi piace molto la melodia.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div id="attachment_1164" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><strong><strong><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/dsg_0045.jpg"><img class="size-medium wp-image-1164" title="Marco ed Ettore Giuradei (Photo by Francis)" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/03/dsg_0045-199x300.jpg" alt="Marco ed Ettore Giuradei (Photo by Francis)" width="199" height="300" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Marco ed Ettore Giuradei (Photo by Francis)</p></div>
<p><strong>A proposito di melodia, tu scrivi, ma tuo fratello fa la musica. Passiamo a lui la parola.</strong> <strong>Tu Marco hai una canzone che avresti voluto comporre?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">MARCO G. Ce ne sono molte&#8230;<em>Boogie</em> di Paolo Conte, <em>Cuore di Tenebra</em> dei Baustelle.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>È difficile fare musica?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">ETTORE G. È un problema culturale. Devi sempre sperare di trovare dei grandi appassionati che si sbattono ad aprire locali dove questa musica possa girare. È che poi ci sono mille difficoltà, di orari, di permessi, di volume. E poi c&#8217;è una mancanza di curiosità, una scarsa abitudine ad andare a un concerto di un gruppo che non conosci. A Brescia si sta muovendo qualcosa. <em>La Latteria</em>, per esempio, è un locale che fa circolare nuove cose.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">MARCO G. Bisogna fare musica di qualità, indipendentemente dal genere. Quando si punta alla qualità hai anche un pubblico, comunque.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Voi avete fatto due album: <em>Panciastorie</em></strong><strong> ed </strong><strong><em>Era che così</em></strong><strong>? Per ognuno qual è il pezzo che sentite più vostro?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">ETTORE G. <em>Tobia l&#8217;uomo delle stelle</em> e <em>Prendimi in un mazzo di fiorellini</em>.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">MARCO G. <em>Un attimo prima di dormire</em> ed <em>Epilogo</em>.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E il nuovo album quando esce?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">A ottobre, abbiamo finito domenica di registrare i provini.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Per finire ho un&#8217;ultima curiosità. Perché quando fai i tuoi concerti, oltre a cantare, muovi la mano e il corpo come un matto?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Da una notizia che mi è arrivata di recente sembra che abbia dei problemi alla vista, ma non è assolutamente vero (ride).</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Quindi sei semplicemente matto?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, un po&#8217; sì.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">In realtà è come se inseguissi con il corpo le mie canzoni. È un modo in più per rimanere incollato alla gente.</h6>
<h6><a href="http://www.ettoregiuradei.it/" target="_blank">http://www.ettoregiuradei.it/</a></h6>
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		<title>LA REGOLA E IL CASO</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

		<category><![CDATA[Design]]></category>

		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come il giorno e la notte
la regola e il caso sono due contrari
come la luce e il buio
come il rosso e il verde
come il caldo e il freddo
come l&#8217;umido e il secco
come il maschile e il femminile.
La regola dà sicurezza,
la geometria ci aiuta a conoscere le strutture
o a costruire un mondo nel quale
ci possiamo muovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/MEcDB4gAtHQ" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MEcDB4gAtHQ" /></object></h6>
<h6><strong>Come il giorno e la notte<br />
la regola e il caso sono due contrari<br />
come la luce e il buio<br />
come il rosso e il verde<br />
come il caldo e il freddo<br />
come l&#8217;umido e il secco<br />
come il maschile e il femminile.<br />
La regola dà sicurezza,<br />
la geometria ci aiuta a conoscere le strutture<br />
o a costruire un mondo nel quale<br />
ci possiamo muovere senza paure.<br />
Il caso è l&#8217;imprevisto<br />
a volte terribile<br />
a volte piacevole<br />
l&#8217;incontro con una persona<br />
con la quale si stabilisce subito<br />
un contatto di simpatia o di amore,<br />
l&#8217;esplosione di una idea risolutrice<br />
la scoperta di un fenomeno.<br />
La regola nasce dalla mente<br />
si costruisce con la logica<br />
tutto è previsto<br />
con la regola si può pianificare un programma.<br />
Il caso nasce dal clima<br />
dalle condizioni ambientali, sociali,<br />
geografiche, dai recettori sensoriali.<br />
Un odore di eucaliptus<br />
la forma di un sasso<br />
il ritmo delle onde del mare&#8230;<br />
La regola, da sola è monotona<br />
il caso da solo rende inquieti.<br />
Gli orientali dicono:<br />
La perfezione è bella ma è stupida<br />
bisogna conoscerla ma romperla.<br />
La combinazione tra regola e caso<br />
è la vita, è l&#8217;arte<br />
è la fantasia, è l&#8217;equilibrio.</strong></h6>
<h6><strong><br />
</strong></h6>
<h6><strong>&#8220;La regola e il caso&#8221; di Bruno Munari</strong></h6>
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		<title>PARIGI DAI TETTI</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che torno a Parigi vorrei essere un gatto.
Un gatto che guarda Parigi dai tetti.
I tetti a Parigi sono tutto.
C&#8217;è il fumo dei camini a gennaio, la nebbiolina che li avvolge e si unisce al profumo della Senna. Poi le guglie, le guglie delle chiese che pizzicano il cielo e il cielo è bianco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Ogni volta che torno a Parigi vorrei essere un gatto.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Un gatto che guarda Parigi dai tetti.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">I tetti a Parigi sono tutto.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">C&#8217;è il fumo dei camini a gennaio, la nebbiolina che li avvolge e si unisce al profumo della Senna. Poi le guglie, le guglie delle chiese che pizzicano il cielo e il cielo è bianco, per lo più. Qualche ora di sole camminando sugli Champs-Elysees o in George V.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Si cammina leggeri a Parigi, tutti sanno dove andare, le ragazze hanno gambe lunghe i ragazzi mori si fermano agli angoli per guardarle.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">È una città matura Parigi, una donna che sa cosa vuole e si muove elegante. Di mattina alle otto è ancora buia e i marciapiedi scivolano, bagnati dalla pioggia della sera prima.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Si sveglia piano a gennaio Parigi. Come un gatto, un gatto che guarda dai tetti Parigi.</h6>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<div id="attachment_1141" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/02/img_1138.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1141 " title="Champs-Elysees alle 8 di mattina" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/02/img_1138-150x150.jpg" alt="Champs-Elysees alle 8 di mattina" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Champs-Elysees alle 8 di mattina</p></div>
<h6></h6>
<h6>Ho messo</h6>
<h6>la tua mano</h6>
<h6>nella tasca</h6>
<h6></h6>
<h6>mi stringo</h6>
<h6>nei capotti</h6>
<h6>respiro l&#8217;aria della Senna</h6>
<h6></h6>
<h6>sei la nostalgia del fiume</h6>
<h6>e il fumo dei tetti dalle case</h6>
<h6>e una Parigi nuda</h6>
<h6>che cammina silenziosa</h6>
<h6>sul mio seno</h6>
<p>(inedito, Maria Zanolli, 19 gennaio 2010)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><!--EndFragment--></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>NOTTE DI GENNAIO</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[siamo solo
parentesi di terra
non aspettiamoci nulla
se possiamo vivere
e&#8217; già abbastanza

(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)

mattina di gennaio
metto il naso nella nebbia
case come fantasmi
e le strade si accorciano agli angoli
provo a vedere come si fa
a lasciarti qui
sei da perdere nella nebbia
come una cosa da niente
come poco e niente

(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)

poche parole
pioggia sulla finestra
un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>siamo solo</h6>
<h6>parentesi di terra</h6>
<h6>non aspettiamoci nulla</h6>
<h6>se possiamo vivere</h6>
<h6>e&#8217; già abbastanza</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
mattina di gennaio</h6>
<h6>metto il naso nella nebbia</h6>
<h6>case come fantasmi</h6>
<h6>e le strade si accorciano agli angoli</h6>
<h6>provo a vedere come si fa</h6>
<h6>a lasciarti qui</h6>
<h6>sei da perdere nella nebbia</h6>
<h6>come una cosa da niente</h6>
<h6>come poco e niente</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6></h6>
<h6>poche parole</h6>
<h6>pioggia sulla finestra</h6>
<h6>un camino spento</h6>
<h6>non sei neanche un silenzio</h6>
<h6>ancora di meno</h6>
<h6>un granello di polvere</h6>
<h6>ancora di meno</h6>
<h6>un pezzo di cenere</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>se potessi fare<br />
un monumento<br />
alle tue mani<br />
che parlano più<br />
di parole<br />
e parole</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
e mi hai portata al mare<br />
io che amo il mare<br />
una mattina di gennaio<br />
un mare nostro d&#8217;inverno</h6>
<h6></h6>
<h6>
e&#8217; stato come la prima volta<br />
vedere il mare<br />
per la prima volta</h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
ho messo<br />
la tua mano<br />
nella tasca</p>
<p>mi stringo<br />
nei cappotti<br />
respiro l&#8217;aria della Senna</p>
<p>sei la nostalgia del fiume<br />
e il fumo dei tetti dalle case<br />
e una Parigi nuda<br />
che cammina silenziosa<br />
sul mio seno</h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
<p>calze nere<br />
sul letto<br />
e dentro le mie gambe</p>
<p>le aspiri nella sigaretta<br />
e per la prima volta<br />
in un hotel<br />
davanti al mare<br />
sei l&#8217;uomo<br />
che hai sempre cercato</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
<p>tu non sai com&#8217;e&#8217;<br />
sentirsi nelle tue mani<br />
che non sai star fermo<br />
e muovi veloce<br />
e splalanchi gli occhi<br />
per guardarmi tutta<br />
quando non ci sono perché tu<br />
mi ami<br />
anche quando non ci sono</h6>
<h6></h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>
le mie<br />
piccole paure<br />
hanno braccia forti</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6>notte di gennaio</h6>
<h6>con un cielo</h6>
<h6>che aspetta neve</h6>
<h6>sentire l&#8217;inverno</h6>
<h6>nelle vene</h6>
<h6>voglio</h6>
<h6>un amore</h6>
<h6>sincero</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>vivo un presente opaco</h6>
<h6>ci sono giorni di luce</h6>
<h6>e notti di risvegli nel buio</h6>
<h6>notti in cui sogno di non svegliarmi</h6>
<h6>giorni che vorrei non finissero</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, gennaio 2010)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CUCINA ROCK CON JO SQUILLO</title>
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		<comments>http://www.mariazanolli.com/?p=1173#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 14:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>

		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dovevo intervistarla a Milano, c&#8217;eravamo messe d&#8217;accordo che avremmo fatto un pranzo a metà dicembre e così avremmo parlato di cucina, vini, cibo e bontà varie.
Poi, però, camminando nella hall del Gran Hotel Paradiso in Tonale, dove Valeria Marini ha presentato la sua ultima collezione di abiti, ho visto una chioma bionda che attraversava il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Dovevo intervistarla a Milano, c&#8217;eravamo messe d&#8217;accordo che avremmo fatto un pranzo a metà dicembre e così avremmo parlato di cucina, vini, cibo e bontà varie.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Poi, però, camminando nella hall del Gran Hotel Paradiso in Tonale, dove Valeria Marini ha presentato la sua ultima collezione di abiti, ho visto una chioma bionda che attraversava il corridoio della reception.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Aveva un taccuino in mano, indossava una tutina molto chic e parlava al telefono animatamente. Impegnatissima e bella, scopro che Jo Squillo era lì a documentare le nuove &#8220;seduzioni&#8221; dell&#8217;amica Valeria.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Così mi sono avvicinata e le ho chiesto se potevamo anticipare l&#8217;intervista in un ritaglio di tempo. Lei ha accettato volentieri e nel pomeriggio si è presentata con un abitino nero sciancrato, una bella scollatura e due gambe da urlo con un paio di stivali un po&#8217; rock, come piace a lei.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ci siamo sedute sui divanetti dell&#8217;hotel e abbiamo fatto una bella chiacchierata&#8230; da donna a donna.</h6>
<h6>
<p><div id="attachment_1120" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2009/03/jo-squillo-e-maria-zanolli.jpg"><img class="size-medium wp-image-1120" title="Maria Zanolli intervista Jo Squillo" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2009/03/jo-squillo-e-maria-zanolli-300x200.jpg" alt="Due chiacchiere con  Jo Squillo" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Due chiacchiere con  Jo Squillo</p></div></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ti piace cucinare Jo?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, molto, ed è una cosa che amo fare proprio come un hobby.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i tuoi piatti preferiti?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Mi piacciono le minestre, le zuppe e tutto quello che non trovo nei ristoranti. Io, in realtà, sono abbastanza salutista.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Ho un amore particolare anche per i risotti dove cerco di mettere tutta la mia creatività, partendo da quelli più semplici fino a quelli ricercati. Per ricercato non intendo troppo elaborato, ma, per esempio, un risottino all&#8217;ortica al posto di uno al salmone.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">La ricercatezza per me è la natura.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Be&#8217; la natura è un interesse costante della tua vita, tu lotti e hai lottato molto per l&#8217;ecologia&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, ecologia è una parola molto bella, ecologia, ecologico&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Dentro a questa parola c&#8217;è un altro termine, &#8220;logico&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">È proprio la logica e il buon senso che dovrebbe aiutarci a tutelare lo spazio in cui viviamo, ma spesso la logica dell&#8217;essere umano è illogica. Mi piacerebbe trovare più buon senso nel nostro mondo, da una parte l&#8217;evoluzione ha portato a grandi e buone rivoluzioni, ma dall&#8217;altra si rischia di correre molti pericoli.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E il rock può fare qualcosa?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Be&#8217; io sono fortemente rock, ho da sempre un&#8217;anima ribelle ho e nel mio lavoro ho cercato di crearmi degli spazi al di fuori dei luoghi tradizionali. Anche adesso con la moda sto provando a fare qualcosa di diverso, vorrei attraverso i miei progetti valorizzare nel modo giusto ciò che è bello.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E tu sei sempre bellissima, Jo&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Grazie, cara, ma davvero, ci tengo a dire che ci sono tante cose affascinanti nel mondo ed è un nostro compito quello di portarle alla luce e farle conoscere. Spesso la tv fa proprio l&#8217;opposto e valorizza il brutto.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>E che cos&#8217;è la bellezza, allora?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">L&#8217;eleganza di stile e di pensiero. Il bello è il rispetto, sono dei valori profondi che abbiamo dentro. &#8220;Il bello sta negli occhi di chi ti guarda&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">L&#8217;occhio che guarda, nel mio caso, è quello della telecamera quando vado a girare il mondo per raccontare la vita.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>A proposito di mondo&#8230;se dovessi aprire la valigia dei tuoi viaggi cosa ci trovi?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Pezzi di cultura, insegnamenti, piccoli tracce di natura, il curry, lo zenzero, i profumi della terra, lo zafferano, i sali&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Qualche rimpianto, Jo?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Il mio motto è sempre stato &#8220;nessun rimpianto&#8221;, vivi fino in fondo, ma forse una delle cose che mi sarebbe piaciuta fare sono i figli. Comunque ho rinunciato a questo tipo di vita perché non poteva conciliarsi con la Jo che sono. Ero punk, sono rock.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ma ci sono stati momenti difficili nel farti strada nel mondo dello spettacolo?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Tutte le difficoltà possibili e immaginabili. Faccio prima a raccontare quello che non ho incontrato. Ho scelto una strada impegnativa e mi sento realizzata, sono una cantante, un&#8217;artista, un&#8217;imprenditrice. Tutto è avvenuto con i tempi necessari, ho imparato molto, divertendomi e sono diventata donna. C&#8217;è un momento in cui noi donne capiamo di esserlo, non credi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Sì, è proprio così, non lo sei fino al giorno prima e poi ti guardi allo specchio e sei donna.</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Dici: &#8220;Ok, sono donna&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Siamo donne, sì, come ci hai insegnato cantando. E cosa ne pensi delle donne del 2010?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Vivono con una grande eredità, ma devono fare ancora molto. Purtroppo la violenza non è mai cessata, le discriminazioni, i soprusi, ma anche nel lavoro&#8230;la donna, a parità di responsabilità, prende ancora di meno rispetto all&#8217;uomo. &#8220;Siamo donne capaci di ridere o piangere per una canzone, ma di fare anche la rivoluzione&#8221;.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Ecco, ci siamo perse a parlare di tutto tranne che di cibo&#8230;</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Cosa ti piacerebbe sapere? Io sono salutista, non mangio latticini, mi piacciono molto le verdure e non amo il vino bianco, preferisco i rossi.</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>Allora brindiamo con un bel rosso. A che cosa?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Brindo alla gioia e alla serenità, alla lealtà e all&#8217;armonia, alla femminilità forte e romantica, ai contrasti romantici&#8230;</h6>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>All&#8217;amore?</strong></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Sì, brindiamo all&#8217;amore più profondo.</h6>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>IN QUALCHE BREZZA DI VENTO</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 16:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte]]></category>

		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1111" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/caraffa-dacqua.jpg"><img class="size-medium wp-image-1111" title="una caraffa nel deserto" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/caraffa-dacqua-206x300.jpg" alt="una caraffa nel deserto" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">una caraffa nel deserto</p></div>
<div id="attachment_1112" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/fuoco-nel-deserto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1112" title="notte nel deserto" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/fuoco-nel-deserto-210x300.jpg" alt="notte nel deserto dell'est" width="210" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">notte nel deserto dell&#39;est</p></div>
<div id="attachment_1100" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1704.jpg"><img class="size-medium wp-image-1100 " title="luna d'Egitto" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1704-300x225.jpg" alt="luna sdraiata" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">luna d&#39;Egitto</p></div>
<div id="attachment_1097" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1491.jpg"><img class="size-medium wp-image-1097" title="donne beduine" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1491-225x300.jpg" alt="donne beduine" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">donne beduine </p></div>
<div id="attachment_1099" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1499.jpg"><img class="size-medium wp-image-1099" title="riposo" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1499-300x225.jpg" alt="riposo" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">riposo</p></div>
<div id="attachment_1098" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1496.jpg"><img class="size-medium wp-image-1098" title="preghiera" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1496-300x225.jpg" alt="preghiera" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">preghiera</p></div>
<div id="attachment_1101" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1414.jpg"><img class="size-medium wp-image-1101" title="sigaretta e corano" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1414-300x225.jpg" alt="sigaretta e corano" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">sigaretta e corano</p></div>
<div id="attachment_1102" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1750.jpg"><img class="size-medium wp-image-1102" title="red carpet" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1750-300x225.jpg" alt="red carpet" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">red carpet</p></div>
<div id="attachment_1103" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1807.jpg"><img class="size-medium wp-image-1103" title="il ragazzo e il dromedario" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1807-300x225.jpg" alt="il ragazzo e il dromedario" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">il ragazzo e il dromedario</p></div>
<div id="attachment_1104" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1847.jpg"><img class="size-medium wp-image-1104" title="caffè alla cannella e zenzero" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2010/01/dscf1847-300x225.jpg" alt="caffè alla cannella e zenzero" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">caffè alla cannella e zenzero</p></div>
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		<title>HO TENUTO IL DESERTO NEGLI OCCHI</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 16:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[nel deserto
il sole cade
presto
ma le ombre
si allungano comunque
due beduini e un fuoco
tra poco potremo
solo scaldarci
con un tappeto di stelle
(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)
la tua voce
ha riempito tutto il cielo
e ci sono stelle che ridono
stelle che ballano
stelle che non lo sanno
ancora o solo per paura
si sporgono caute dalla finestra
allungano appena le dita
alzano appena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>nel deserto</h6>
<h6>il sole cade<br />
presto<br />
ma le ombre<br />
si allungano comunque</p>
<p>due beduini e un fuoco</p>
<p>tra poco potremo<br />
solo scaldarci<br />
con un tappeto di stelle</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>la tua voce<br />
ha riempito tutto il cielo<br />
e ci sono stelle che ridono<br />
stelle che ballano<br />
stelle che non lo sanno<br />
ancora o solo per paura<br />
si sporgono caute dalla finestra<br />
allungano appena le dita<br />
alzano appena gli occhi<br />
e non lo sanno<br />
ma mai come ora<br />
sono attaccate a dio</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>airone</h6>
<h6>
e&#8217; un volo leggero</h6>
<h6>a sfioro sul mare</h6>
<h6>sto imparando a volare</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>deserto</h6>
<h6>
ombre sottili</h6>
<h6>di sabbia e vento</h6>
<h6>e ti respiro in un sorso</h6>
<h6>che berrei tutto il mare</h6>
<h6>e tutto qui è deserto</h6>
<h6>come ombre al vento</h6>
<h6>dune ormai senza forma</h6>
<h6>curve arrampicate al cielo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 25 dicembre 2009)</p>
<h6>un cielo velato</h6>
<h6>è molto più</h6>
<h6>di un semplice</h6>
<h6>cielo velato</h6>
<h6>
io vedo le tue mani</h6>
<h6>striate di nuvole e cielo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 26  dicembre 2009)</p>
<h6>tramonto a Marsa Alam</h6>
<h6>
il vento</h6>
<h6>si prepara alla sera</h6>
<h6>e solleva una mano di sabbia</h6>
<h6>e le forme del vento</h6>
<h6>disegnano un ricordo</h6>
<h6>ha gli occhi del mare</h6>
<h6>e il profumo del deserto</h6>
<h6>i contorni dell&#8217;ombra</h6>
<h6>sei tramonto e mistero</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 26  dicembre 2009)</p>
<h6>il sole</h6>
<h6>qui</h6>
<h6>scende presto</h6>
<h6>come le tue mani</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 26  dicembre 2009)</p>
<h6>casa</p>
<p>ci sono ancora<br />
i resti della sera<br />
nel camino<br />
un bicchiere di rosso<br />
sul tavolo e una tazza di caffè<br />
dove hai lasciato<br />
il tuo sorriso<br />
dell&#8217;ultima mattina</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 28  dicembre 2009)</p>
<h6>ho provato</h6>
<h6>a cercarti</h6>
<h6>nel ventre</h6>
<h6>di una conchiglia</h6>
<h6>e ho ascoltato</h6>
<h6>le tue dita</h6>
<h6>risuonare nel mare</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 27  dicembre 2009)</p>
<h6>ossa di cammello<br />
annodate alla mia pelle</h6>
<h6>si rinnovano<br />
i giorni</h6>
<h6>è come</h6>
<h6>avere<br />
millenni<br />
addosso</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 27  dicembre 2009)</p>
<h6>e guardo<br />
una famiglia<br />
lei e&#8217; giovane e bella<br />
come il vento<br />
lui lo sa<br />
il bimbo li guarda e ride</p>
<p>vorrei un giorno<br />
non lontano<br />
una famiglia</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 26  dicembre 2009)</p>
<h6>luna del deserto</p>
<p>la luna<br />
è una sposa<br />
e aspetta<br />
il suo cielo<br />
un cielo di notte e di stelle</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 28  dicembre 2009)</p>
<h6>ho tenuto<br />
il deserto<br />
negli occhi<br />
per portarlo<br />
a te</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 28  dicembre 2009)</p>
<h6>sera d&#8217;Egitto</h6>
<h6>e un vento fresco</h6>
<h6>sui piedi</h6>
<h6>e muove</h6>
<h6>i miei passi nudi</h6>
<h6>già tracce nel mare</h6>
<h6>e piccoli confini di stelle</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 27 dicembre 2009)</p>
<h6>c&#8217;è un&#8217;ora</h6>
<h6>della sera</h6>
<h6>che arriva uguale</h6>
<h6>in tutto il mondo</h6>
<h6>è quando hai un sole tenue</h6>
<h6>sulle ciglia</h6>
<h6>e gli occhi si riposano nel vento</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 28  dicembre 2009)</p>
<h6>in qualche brezza di vento</h6>
<h6>arriva un tuo ricordo</h6>
<h6>cose così lontane</h6>
<h6>quasi mai accadute</h6>
<h6>eppure come ti ho amato</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 29  dicembre 2009)</p>
<h6>in ogni posto che vai</h6>
<h6>c&#8217;è da abituarsi</h6>
<h6>ma basta poco</h6>
<h6>e poi sei</h6>
<h6>luce e buio</h6>
<h6>mattina e tramonto</h6>
<h6>sabbia e deserto</h6>
<h6>case bianche e fuoco</h6>
<h6>conchiglie e corallo</h6>
<h6>un aquilone che danza</h6>
<h6>tra vento e sera</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 29  dicembre 2009)</p>
<h6>le stelle stasera</h6>
<h6>fanno un arco</h6>
<h6>e la notte è scesa ormai</h6>
<h6>nel deserto</h6>
<h6>e l&#8217;odore di legno e di pane</h6>
<h6>nelle mie labbra</h6>
<h6></h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>potrei morire così</h6>
<h6>danzando a piedi nudi</h6>
<h6>intorno a un fuoco</h6>
<h6>nel deserto</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>c&#8217;è un ragazzo</h6>
<h6>che beve un tè</h6>
<h6>sulla prua di una barca</h6>
<h6></h6>
<h6>tiene il fumo</h6>
<h6>con le mani</h6>
<h6>beve a sorsi piccoli</h6>
<h6>e un piccolo pensiero</h6>
<h6>lontano</h6>
<h6>come una musica egiziana</h6>
<h6>si scioglie nel vento</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 24  dicembre 2009)</p>
<h6>la notte ormai dorme</h6>
<h6>nel deserto dell&#8217;est</h6>
<h6>una ad una le stelle</h6>
<h6>si accendono</h6>
<h6>sulle montagne rocciose</h6>
<h6>e il canto di un beduino</h6>
<h6>ci accompagna</h6>
<h6>su un letto di sabbia</h6>
<h6></h6>
<h6>è un canto di gioia</h6>
<h6>e dolore</h6>
<h6>e scende il vento</h6>
<h6>sulle mie braccia</h6>
<h6>e mi ricorda</h6>
<h6>una sera lontana</h6>
<h6></h6>
<h6>era una notte di luna</h6>
<h6>nel deserto</h6>
<h6></h6>
<h6>sei un abbraccio</h6>
<h6>che non dimentico</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, Egitto, 29  dicembre 2009)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>CI SONO NOTTI CHE NON ACCADONO MAI</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 15:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci sono notti
che non
accadono mai.
(Alda Merini)
 
Risveglio notturno
Riemersa da chissà che ombre,
a pena ricuperi il senso
del tuo peso
del tuo calore
e la notte non ha,
per la tua fatica,
se non questo scroscio pazzo
di pioggia nera
e l&#8217;urlo del vento ai vetri.
Dov&#8217;era Dio?
 
Milano, ottobre 1931
(Antonia Pozzi, Parole)
 
calcola il tempo che mi separa da te.
il tempo che a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6></h6>
<h6><strong>Ci sono notti</strong></h6>
<h6><strong>che non</strong></h6>
<h6><strong>accadono mai.</strong></h6>
<p><strong>(Alda Merini)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Risveglio notturno</strong></h6>
<h6><strong>Riemersa da chissà che ombre,</strong></h6>
<h6><strong>a pena ricuperi il senso</strong></h6>
<h6><strong>del tuo peso</strong></h6>
<h6><strong>del tuo calore</strong></h6>
<h6><strong>e la notte non ha,</strong></h6>
<h6><strong>per la tua fatica,</strong></h6>
<h6><strong>se non questo scroscio pazzo</strong></h6>
<h6><strong>di pioggia nera</strong></h6>
<h6><strong>e l&#8217;urlo del vento ai vetri.</strong></h6>
<h6><strong>Dov&#8217;era Dio?</strong></h6>
<h6><strong> </strong><strong><br />
</strong><strong>Milano, ottobre 1931</strong></h6>
<p><em><strong>(</strong></em><strong>Antonia Pozzi,</strong><em><strong> Parole)</strong></em></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>calcola il tempo che mi separa da te.</strong></h6>
<h6><strong>il tempo che a te mi riporta. </strong></h6>
<h6><strong>lo stesso andare e venire dei secondi</strong></h6>
<h6><strong>vuoto di ore e prodromi della destinazione</strong></h6>
<h6><strong>di grappoli di sogni lanciati da un balcone</strong></h6>
<h6><strong>che si apre al pigolio della sveglia.</strong></h6>
<h6><strong>anche oggi il mio tavolo è remoto - </strong></h6>
<h6><strong>ti scriverò da lì. e, in qualche modo, </strong></h6>
<h6><strong>tutto il resto dei giorni.</strong></h6>
<p><strong>(Carla Cirillo)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>ti respiro nei cuscini</strong></h6>
<h6><strong>e aspetto la neve dal divano</strong></h6>
<h6><strong>come se potessi coprirmi</strong></h6>
<h6><strong>con una coperta bianca</strong></h6>
<h6><strong>bianca come il cielo</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Maria Zanolli, </strong><em>inedito</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Natale</strong></h6>
<h6><strong>Non ho voglia<br />
di tuffarmi<br />
in un gomitolo<br />
di strade</p>
<p>Ho tanta<br />
stanchezza<br />
sulle spalle</p>
<p>Lasciatemi così<br />
come una<br />
cosa<br />
posata<br />
in un<br />
angolo<br />
e dimenticata<br />
Qui<br />
non si sente<br />
altro<br />
che il caldo buono<br />
Sto<br />
con le quattro<br />
capriole<br />
di fumo<br />
del focolare.</strong></h6>
<p><strong>(Giuseppe Ungaretti, <em>L&#8217;Allegria 1914.1919</em>)<br />
</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Io vivere vorrei addormentato</strong></h6>
<h6><strong>entro il dolce rumore della vita</strong></h6>
<p>(Sandro Penna)</p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Alla fine dell&#8217;amore, poi</strong></h6>
<h6><strong>forse va solo una dissolvenza, lenta e leggera, tutto si oscura</strong></h6>
<h6><strong>come nei vecchi film.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Paolo Veronese, </strong><em>inedito</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>e stamattina</strong></h6>
<h6><strong>inaspettatamente</strong></h6>
<h6><strong>ho provato</strong></h6>
<h6><strong>per la prima volta</strong></h6>
<h6><strong>la malinconia </strong></h6>
<h6><strong>di un tuo ciao</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>e ora cerco la tua voce</strong></h6>
<h6><strong>nel cielo e cerco</strong></h6>
<h6><strong>i tuoi occhi in una canzone</strong></h6>
<h6><strong>ma provo a distrarmi </strong></h6>
<h6><strong>e mi guardo le dita</strong></h6>
<h6><strong>come quella sera</strong></h6>
<h6><strong>che mi ha visto</strong></h6>
<h6><strong>guardarmi le dita</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>ma ora no</strong></h6>
<h6><strong>le stringo in</strong></h6>
<h6><strong>un pugno</strong></h6>
<h6><strong>e non c&#8217;è più quel vuoto</strong></h6>
<p><strong>(Maria Zanolli, </strong><em>inedito</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale</strong></h6>
<h6><strong>e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.</strong></h6>
<h6><strong>Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio</strong></h6>
<h6><strong>Il mio dura tuttora, né più mi occorrono</strong></h6>
<h6><strong>le coincidenze, le prenotazioni,</strong></h6>
<h6><strong>le trappole, gli scorni di chi crede</strong></h6>
<h6><strong>che la realtà sia quella che si vede.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio</strong></h6>
<h6><strong>Non già perché con quattr&#8217;occhi forse si vede di più.</strong></h6>
<h6><strong>Con te le ho scese perché sapevo che di noi due,</strong></h6>
<h6><strong>le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,</strong></h6>
<h6><strong>erano le tue.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Eugenio Montale, </strong><em>Xenia</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Il dono non è stare alle cose</strong></h6>
<h6><strong>Intraviste con gli sguardi del sogno;</strong></h6>
<h6><strong>la veglia è il dono, il nudo rimanere</strong></h6>
<h6><strong>in ciò che vedi,</strong></h6>
<h6><strong>nei passi ad occhi aperti, </strong></h6>
<h6><strong>alla mite condanna di ogni giorno.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Sergio Zavoli, </strong><em>L&#8217;orlo delle cose</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Da un vuoto all&#8217;altro</strong></h6>
<h6><strong>in un cammino senza senso</strong></h6>
<h6><strong>muovevo passi meccanici</strong></h6>
<h6><strong>per fermarmi, perire</strong></h6>
<h6><strong>o andare avanti</strong></h6>
<h6><strong>a tutto indifferente</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>se giungessi alla fine</strong></h6>
<h6><strong>se di là da ogni fine</strong></h6>
<h6><strong>l&#8217;indefinito si aprisse - </strong></h6>
<h6><strong>Chiusi gli occhi e a tentoni</strong></h6>
<h6><strong>Procedetti ugualmente:</strong></h6>
<h6><strong>era meno penoso essere cieca</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Emily Dickinson)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Un ritorno</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Sul lago le vele facevano un bianco e compatto poema</strong></h6>
<h6><strong>ma pari più non gli era il mio respiro</strong></h6>
<h6><strong>e non era più un lago ma un attonito</strong></h6>
<h6><strong>specchio di me una lacuna del cuore.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Vittorio Sereni, </strong><em>Gli strumenti umani</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>un caffè e niente più</strong></h6>
<h6><strong>la tazzina nelle tue mani</strong></h6>
<h6><strong>le tue mani calde e buone</strong></h6>
<h6><strong>il profumo del pane</strong></h6>
<h6><strong>il pane in mano a un bambino</strong></h6>
<h6><strong>un bambino che scende le scale e ride</strong></h6>
<h6><strong>e ridere nei corridoi ridere nei baci al buio</strong></h6>
<h6><strong>amarsi un po&#8217;</strong></h6>
<h6><strong>un caffè o poco più</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Maria Zanolli, </strong><em>inedito</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Nostalgia</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Quando</strong></h6>
<h6><strong>la notte è a svanire</strong></h6>
<h6><strong>poco prima di primavera</strong></h6>
<h6><strong>e di rado</strong></h6>
<h6><strong>qualcuno passa</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>su Parigi s&#8217;addensa</strong></h6>
<h6><strong>un oscuro colore</strong></h6>
<h6><strong>di pianto</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>in un canto</strong></h6>
<h6><strong>di ponte</strong></h6>
<h6><strong>contemplo</strong></h6>
<h6><strong>l&#8217;illimitato silenzio</strong></h6>
<h6><strong>di una ragazza</strong></h6>
<h6><strong>tenue</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>le nostre</strong></h6>
<h6><strong>malattie </strong></h6>
<h6><strong>si fondono</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>e come portati via</strong></h6>
<h6><strong>si rimane. </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Giuseppe Ungaretti, </strong><em>L&#8217;Allegria, 1914-19</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Convegno</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Nell&#8217;aria della stanza</strong></h6>
<h6><strong>non te </strong></h6>
<h6><strong>guardo</strong></h6>
<h6><strong>ma già il ricordo del tuo viso</strong></h6>
<h6><strong>come mi nascerà</strong></h6>
<h6><strong>nel vuoto</strong></h6>
<h6><strong>ed i tuoi occhi</strong></h6>
<h6><strong>come si fermarono</strong></h6>
<h6><strong>ora - in lontani istanti -</strong></h6>
<h6><strong>sul mio volto.</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Milano, 29 maggio 1935</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Antonia Pozzi, </strong><em>Parole</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>i tuoi calmi spettacoli. La vita</strong></h6>
<h6><strong>l&#8217;amore che li lega. Sole sul colle.</strong></h6>
<h6><strong>E più tardi la luna. Aiuto, aiuto!</strong></h6>
<p>(Sandro Penna)</p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>margherite a dicembre</strong></h6>
<h6><strong>e la tua risata </strong></h6>
<h6><strong>sul prato,</strong></h6>
<h6><strong>è un prato di foglie gialle</strong></h6>
<h6><strong>vorrei un inverno nostro</strong></h6>
<h6><strong>con il vento che ride</strong></h6>
<h6><strong>e un letto di foglie</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Maria Zanolli, </strong><em>inedito</em><strong>)</strong></p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Le mani</strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>Queste tue mani a difesa di te:</strong></h6>
<h6><strong>mi fanno sera sul viso.</strong></h6>
<h6><strong>Quando lente le schiudi, là davanti</strong></h6>
<h6><strong>la città è quell&#8217;arco di fuoco.</strong></h6>
<h6><strong>Sul sonno futuro</strong></h6>
<h6><strong>saranno persiane rigate di sole</strong></h6>
<h6><strong>e avrò per sempre</strong></h6>
<h6><strong>quel sapore di terra e di vento</strong></h6>
<h6><strong>quando le riprenderai. </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p><strong>(Vittorio Sereni)</strong></p>
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		<title>ANCORA POESIE A NOVEMBRE</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Zanolli</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[lei gli parlava da un finestrino chiuso
lui aveva gli occhi del mare a nord
una mattina d&#8217;alba
lei ripeteva a memoria
le parole di una canzone che era già loro
o forse lo era sempre stata
come ogni cosa
che succedeva
un po&#8217; già loro
eppure diversa
come il vento di aprile a novembre
il nocciolo di un&#8217;albicocca
come il lago e la luna
come le foglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><strong>lei gli parlava da un finestrino chiuso</strong></h6>
<h6>lui aveva gli occhi del mare a nord</h6>
<h6>una mattina d&#8217;alba</h6>
<h6>lei ripeteva a memoria</h6>
<h6>le parole di una canzone che era già loro</h6>
<h6>o forse lo era sempre stata</h6>
<h6>come ogni cosa</h6>
<h6>che succedeva</h6>
<h6>un po&#8217; già loro</h6>
<h6>eppure diversa</h6>
<h6>come il vento di aprile a novembre</h6>
<h6>il nocciolo di un&#8217;albicocca</h6>
<h6>come il lago e la luna</h6>
<h6>come le foglie a ottobre</h6>
<h6>o i lampioni di sera</h6>
<h6>come il cielo, ecco</h6>
<h6>forse come il cielo</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>La mia città</strong></h6>
<h6>la cammino tutta</h6>
<h6>per la prima volta</h6>
<h6>la mia città</h6>
<h6>e non ricordo</h6>
<h6>quella via che stretta</h6>
<h6>gira nella piazza</h6>
<h6>o le gonne leggere</h6>
<h6>delle ragazze in Corso</h6>
<h6>ridono</h6>
<h6>come se fosse</h6>
<h6>la prima volta</h6>
<h6>si mettono le mani in tasca</h6>
<h6>non sembrano avere freddo</h6>
<h6>le ragazze bionde</h6>
<h6>i vecchietti sì,</h6>
<h6>si appoggiano</h6>
<h6>alle panchine del parco</h6>
<h6>disegnano come una mappa</h6>
<h6>con il fiato un po&#8217; corto</h6>
<h6>e le mani stanche</h6>
<h6>c&#8217;è una mamma</h6>
<h6>con un bimbo in braccio</h6>
<h6>il bimbo saluta i vecchietti</h6>
<h6>e i vecchietti sorridono</h6>
<h6>alla mia città</h6>
<h6>che ti ho portato stasera</h6>
<h6>per lasciarla qui</h6>
<h6>e non dimenticarla</h6>
<h6>come una poesia</h6>
<h6>sul tavolo di un bar.</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>è solo un po&#8217;</strong></h6>
<h6>di poesia</h6>
<h6>e la poesia</h6>
<h6>non finisce mai</h6>
<h6>dopo le parole</h6>
<h6>la poesia</h6>
<h6>continua in te</h6>
<h6>in me</h6>
<h6>in tutti</h6>
<h6>per chi la vuole</h6>
<h6>raccogliere</h6>
<h6>ognuno ci mette</h6>
<h6>quello che vede</h6>
<h6>e così diventa</h6>
<h6>di tutti</h6>
<h6>e di nessuno</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>c&#8217;è tutto un paese</strong><br />
in lutto<br />
una signora affacciata alla finestra<br />
nasconde le lacrime dietro le tende</p>
<p>le campane accompagnano i passi<br />
di amici e parenti<br />
un bambino si ferma e guarda<br />
alza la mano<br />
come a fare un ciao</p>
<p>il cielo è grigio e piove<br />
piove sul legno bagnato<br />
piove sui tetti del paese<br />
un intero paese in lutto<br />
per lei e il suo sorriso</p>
<p>che manca già<br />
in queste case vuote</p>
<p>(inedito di Maria Zanolli, 8 novembre 2009)</h6>
<h6><strong>mi hai portato via</strong></h6>
<h6>la luna stasera</h6>
<h6>due bicchieri e una bottiglia</h6>
<h6>al porto</h6>
<h6>con un vento di aprile a novembre</h6>
<h6>mi hai portato via</h6>
<h6>le ombre</h6>
<h6>tu che hai la luce sulle dita</h6>
<h6>o l&#8217;amore,</h6>
<h6>con le dita hai mutato il lago</h6>
<h6>in sogno</h6>
<h6>e non ti accorgi</h6>
<h6>che sei ombra e luce</h6>
<h6>mano e istante</h6>
<h6>pelle e stringi</h6>
<h6>mi hai portato via</h6>
<h6>con te stasera</h6>
<h6>eravamo due puntini sulla luna</h6>
<h6>la luna che hai portato via,</h6>
<h6>stasera</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<h6><strong>A mezzanotte</strong>Ma come fai<br />
a stare qui a mezzanotte<br />
nei miei capelli<br />
e prima ancora sul divano<br />
tra le dita<br />
ora che sei lontano<br />
e cosi&#8217; vicino<br />
ora che ti ho incontrato<br />
da qualche giorno<br />
e abbiamo sorpreso anche il tempo</h6>
<h6>che non sa piu&#8217; cos&#8217;è</h6>
<h6>un giorno</h6>
<h6>un&#8217;ora</h6>
<h6>una vita.</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6></h6>
<h6><strong>Era una mattina d&#8217;estate</strong></h6>
<h6>davanti a Sirmione</h6>
<h6>il lago e una terrazza</h6>
<h6>una mattina d&#8217;estate a settembre</h6>
<h6>con il profumo del vino negli occhi</h6>
<h6>e in mano un nocciolo d&#8217;albicocca</h6>
<h6>che ho in mano anche adesso</h6>
<h6>e non so come</h6>
<h6>dentro al sole di un novembre caldo</h6>
<h6>è qui</h6>
<h6>sul tavolo della cucina</h6>
<h6>vicino alle chiavi di casa</h6>
<h6>stamattina non c&#8217;era</h6>
<h6>forse l&#8217;hai lasciato tu</h6>
<h6>tu che avevi in mano</h6>
<h6>un nocciolo d&#8217;albicocca</h6>
<h6>una mattina d&#8217;estate a settembre.</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>mi fai ridere</strong></h6>
<h6>ridere di una tristezza immensa</h6>
<h6>per come sei finito</h6>
<h6>per come sei che non eri</h6>
<h6>per come sei che non si torna indietro</h6>
<h6>e rimarrai in un piatto</h6>
<h6>a fine pasto</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>la preghiera della sera</strong></h6>
<h6>è il tuo nome sussurrato</h6>
<h6>nel buio della stanza</h6>
<h6>(anche senza di me)</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
<h6><strong>sono solo pietre</strong><br />
che ci separano<br />
pietre di un mosaico a Venezia<br />
e scegliere i colori per la casa<br />
come mi viene da ridere<br />
il colore dei bagni e la cucina<br />
sembra un&#8217;altra vita questa<br />
una vita nuova<br />
una vita in cui<br />
quella di ieri<br />
non è mai stata</h6>
<p>(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)</p>
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