Posted by Maria Zanolli in
Enogastronomia,
Itinerari on 11 4th, 2009 |
one response
È un po’ come la Bufala per un napoletano o l’Asiago per un veneto, fa parte delle “cose di casa”. A me ricorda mia madre quando nella vecchia cucina bianca con gli spaghetti pronti per essere scolati lo grattuggiava in un piatto per poi farlo sciogliere nella pasta con un filo d’olio.
Sinceramente a quel tempo non distinguevo tra una spolveratina di Bagoss o una di Grana, ma quel sapore così montano e particolare, quel gusto piacevole e stuzzicante lo associo a momenti trascorsi in famiglia o con gli amici.
C’è una cena che ricordo bene, doveva essere un compleanno, e in un buonissimo ristorante a Caino l’ho ritrovato di nuovo, cucinato in un risotto, era una bella festa, c’erano tutte le persone che amavo.
Mi fa pensare anche a mio padre.
Una sera, durante il periodo di Natale, è arrivato a casa con una forma intera, regalata da un cliente, era qualche anno fa, ho provato ad annusare la carta bianca, l’ho toccata e poi l’ho aperta, il profumo del formaggio è arrivato dappertutto, era una bella forma, sapeva di montagne e bosco.
Poi ho scoperto che arrivava direttamente da Bagolino (la patria del Bagoss), e allora un giorno ci sono andata, tra l’altro un bellissimo itinerario che, partendo da Brescia, passa da Odolo, Vestone e il lago d’Idro. Passeggiando per il paese, non facevo in tempo a pronunciare Bagoss che lo trovavo subito: nell’orgoglio della gente, negli occhi spalancati e nella voglia di raccontarti anche solo un aneddoto.
Io non so come sono finita a fare la giornalista enogastronomica, in realtà ho sempre amato la poesia ma forse non è così bizzarro.
Mettete in una pentola tutti i sapori che avete raccolto nella vostra vita. Questa non è forse poesia?
Leave a Reply
Cè un filo sottile quasi invisibile che lega le cose e dà loro un senso; anche se per alcuni tale filo si chiama Niente…
l’asse Brescia Venezia profuma di bagolino, sembra strano ma la Serenissima era matta del gustoso bagosso… se un giorno passi di li, vai al caffè Rosso e chiedi di Mauro, digli Bagòs e i suoi occhi faranno il resto… nei suoi occhi vedrai la poesia…