<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Maria Zanolli</title>
	<atom:link href="http://www.mariazanolli.com/index.php/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mariazanolli.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Mar 2012 15:28:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>CINZIA ROSSETTI, STORIA DI UNA DONNA</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/cinzia-rossetti-storia-di-una-donna</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/cinzia-rossetti-storia-di-una-donna#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di casa nostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1839</guid>
		<description><![CDATA[<p>“Non sostituire le persone perché sono uniche”. È il 24 gennaio e queste parole sono di Cinzia Rossetti, appena pubblicate sulla sua bacheca di Facebook. Poi, scorrendo il suo diario web, si trovano altri, quotidiani, pensieri. “La volontà fa andare</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Non sostituire le persone perché sono uniche”. È il 24 gennaio e queste parole sono di Cinzia Rossetti, appena pubblicate sulla sua bacheca di Facebook. Poi, scorrendo il suo diario web, si trovano altri, quotidiani, pensieri. “La volontà fa andare avanti&#8230; se vuoi, puoi”. “Rivoluzionaria io, attiva e non passiva, rinnovandomi ogni giorno”. “Non vivo di illusioni, ma di realtà per costruire una vita gratificante, soddisfacente, dignitosa, piacevole, di qualità… altrimenti non avrebbe senso”. Questo è solo un assaggio di Cinzia. Cinzia che quando parla ti guarda negli occhi, Cinzia che non ha paura e va avanti per la sua strada, Cinzia che è una donna, non una donna speciale, ma una donna diversa. Non una donna diversa, ma unica, come ognuno di noi.</p>
<p>Cinzia ha scelto di vivere. Lo ha fatto fin dalla sua nascita, a Botticino 40 anni fa, quando le hanno diagnosticato una spasticità dovuta a un trauma da parto. “Per vivere la diversità bisogna conoscersi – sorride Cinzia &#8211; e di fronte agli ostacoli non ci si può fermare. Ho imparato molto a mettermi in gioco, a farmi domande cercando le risposte. Quando conosco qualcuno sono una disabile, quando ci salutiamo sono Cinzia. È proprio la conoscenza che ti fa vedere una persona per quello che è realmente”. Mentre ascolti Cinzia e scopri per la prima volta il suo sorriso, il cielo fuori prende un volto nuovo e gli stereotipi volano via, lontano, oltre le nuvole. “Una donna disabile può essere bella come le altre donne – spiega Cinzia – per questo ho deciso di mostrarmi al mondo, non ho avuto timore di farlo, era quello che volevo”.</p>
<p>Lei sa sempre quello che vuole. E l’ha dimostrato fin dall’inizio, affrontando la sua vita “diversa” in modo normalissimo, e battendosi per condurre una vita come tutti gli altri. Perché lei è come tutti gli altri. “Che io sia diversa non lo nego, però ci sono tante persone apparentemente felici che magari fanno uso di sostanze stupefacenti e si rivelano infelici”. Cinizia studia, legge, si informa, sta scegliendo il divano per la sua nuova casa in cui andrà ad abitare a settembre. Nel 1998 il suo percorso ha preso una nuova direzione con la legge 162 che le ha permesso di assumere un assistente e di rendersi indipendente. È  laureata in Scienze dell’Educazione, è consulente nel settore tirocini all’Università Cattolica di Brescia, lavora come educatrice portando avanti il progetto Calamaio.</p>
<p>Cinzia è una donna bella, non solo dentro, ma anche fuori. Quando ha deciso di farsi fotografare da Paolo Ranzani per avere un book e proporsi come modella alle agenzie la sua vita ha fatto un passo avanti di nuovo. “Le fotografie erano bellissime e le ho mandate via mail a un’agenzia di moda”. “Complimenti Cinizia, &#8211; risponde l’agenzia &#8211; hai superato la selezione”.  Cinzia era al settimo cielo. Per correttezza risponde all’agenzia e li informa di essere disabile e di aver inviato le immagini per dimostrare che “anche una donna con disabilità può essere attraente e seduttiva”. Dall’agenzia, silenzio assoluto. Cinzia non molla. Cinzia riparte per la sua rivoluzione. La sua storia gira per la rete e sbarca a Racconti di vita, la trasmissione di Rai Tre. Nel frattempo, grazie ai social network, coinvolge nel progetto altre ragazze &#8211; bresciane (Annalisa Belotti, Soledad Barrios, Riccarda Ambrosi, Irene e Benedetta Venditti) e da tutta Italia &#8211; che a loro volta realizzano dei book fotografici. Organizza una prima mostra, a ottobre scorso, al museo Santa Giulia e ora ne ha in programma un’altra, a Salò, domenica 11 marzo. Nel suo ultimo aggiornamento di Facebook scrive così: “L&#8217;agenzia di moda Fashion Team di Torino apre un ramo d&#8217;azienda D-Diversity per modelle/i diversabili con l&#8217;apertura di una nuova gallery sul proprio sito. Ormai è quasi tutto pronto, stiamo cercando sponsor che ci aiutino a lanciare questo prezioso progetto. Chi può darmi delle informazioni in merito a possibili sponsor, mi scriva in privato. Grazie!”.  I sogni di Cinzia, pian piano, si avverano tutti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/cinzia-rossetti-storia-di-una-donna/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LE DUE VITE DI FRANCESCO BALDO, MEDICO E PILOTA DI RALLY</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/francesco-baldo-medico-e-pilota-di-rally</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/francesco-baldo-medico-e-pilota-di-rally#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di casa nostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1834</guid>
		<description><![CDATA[<p>Sedersi in auto, allacciarsi le cinture e andare a sfiorare i muretti. Correre in macchina e capire che puoi farcela. L’adrenalina, la passione per la sfida. Dietro gli occhialetti trasparenti, Francesco Baldo tira fuori una grinta e una grandezza umana</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sedersi in auto, allacciarsi le cinture e andare a sfiorare i muretti. Correre in macchina e capire che puoi farcela. L’adrenalina, la passione per la sfida. Dietro gli occhialetti trasparenti, Francesco Baldo tira fuori una grinta e una grandezza umana che fa venire i brividi.</p>
<p>“Quando corri in macchina lo sai che potresti farti male, così come nel mio lavoro di medico, la sofferenza e la morte la tocchi tutti i giorni. Sono sfide quotidiane. Ti chiamano di notte, corri da un paziente che sta male e non sai cosa troverai, lo stress di arrivare in tempo. Entri in una famiglia dove ci sono problemi inaffrontabili, tanta sofferenza. Ti sembra di non dare niente e poi ti dicono che invece hai fatto tantissimo. È la cosa più bella di questo lavoro”.</p>
<p>La vita di Francesco Baldo scorre su due binari paralleli: quello dello sport che ama e quello della sua professione di medico per l’Ant, la fondazione che offre assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai sofferenti di tumore</p>
<p>La miccia del rally si è accesa quando aveva 15 anni, era la fine degli anni ’70, un amico, che adesso è uno dei suoi navigatori, lo ha portato a vedere le prove del rally Mille Miglia in piazza Vittoria. “C’erano delle auto bellissime con gli adesivi, è stato un colpo di fulmine”. Francesco inizia a frequentare l’ambiente, ma lo sport costa caro e i suoi genitori sono abbastanza contrari. “Ero una pecora nera, nella mia famiglia sono tutti molto tranquilli. Il papà medico, lo zio giornalista, pensavano fossi matto. Un po’ per questi motivi, e un po’ perché stavo studiando medicina, ho iniziato a correre seriamente a fine anni ’80”. Il primo risultato sportivo, Francesco, lo porta a casa nel 1996 con una Skoda Felicia Kit. “Abbiamo fatto la Coppa Italia portando per la prima volta nei rally la Skoda e abbiamo vinto la Coppa Csai Lombardia. Poi, negli anni successivi, siamo passati di categoria con le Clio Williams”. Il 1999 è stato l’anno della svolta. “Abbiamo fatto un bel rally Mille Miglia e siamo arrivati primi nella nostra categoria, ma nell’estate ci è capitato un brutto  incidente. Sono rimasto due mesi in carrozzina. Grazie a mia moglie Monica l’anno dopo ero di nuovo a correre”. Pur essendo provato dall’incidente, Francesco ricomincia alla grande, e decide di acquistare in società una Citroen C2 Max. “L’abbiamo fatta preparare da un ragazzo bravissimo, Stefano Seneci, che vive per queste cose”. Con l’auto nuova (1600 cilindrata a trazione anteriore, 190 cavalli per un peso di 1100 chili) Francesco insieme al navigatore Paolo Pagliuca vince nel 2010 la Coppa CSAI Rallies Trofeo Rally Asfalto R2, dopo un altro bel risultato al Rallye d’Antibes (1° di Classe, 1° di Gruppo, 9° in Classifica Assoluta).“Per fare il campionato avevo chiesto qualche mese di aspettativa all’Ant per motivi familiari. Non ho detto cosa volevo fare perché mi vergognavo. E poi mi dispiaceva perché amo il mi lavoro tanto quanto il rally”. Francesco è stato il primo medico dell’Ant di Brescia. “Abbiamo iniziato dal niente, è stato un lavoro pioneristico, adesso siamo in otto medici, un’equipe affiatata”. Il suo lavoro si svolge a domicilio, segue i pazienti oncologici, li visita, gli cambia la terapia, lavora di notte quando è di turno. Con loro stringe legami oltre il tempo e il limite umano. Ed è una sfida. Ogni giorno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/storie-di-casa-nostra/francesco-baldo-medico-e-pilota-di-rally/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NEL GIARDINO DEI PENSIERI, MOSTRA DI SCULTURE E POESIE</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
		
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1805</guid>
		<description><![CDATA[<p align="center">NEL GIARDINO DEI PENSIERI</p>
<p align="center">Mostra di sculture di Giovanni Sala e poesie di Maria Zanolli</p>
<p align="center">15 dicembre 2011 – 4 febbraio 2012</p>
<p align="center">Biblioteca Queriniana, Brescia</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong></strong> Dal 15 dicembre 2011 al 4 febbraio 2012 la</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">NEL GIARDINO DEI PENSIERI</p>
<p align="center">Mostra di sculture di Giovanni Sala e poesie di Maria Zanolli</p>
<p align="center">15 dicembre 2011 – 4 febbraio 2012</p>
<p align="center">Biblioteca Queriniana, Brescia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong></strong> Dal 15 dicembre 2011 al 4 febbraio 2012 la biblioteca civica Queriniana ospita la mostra “Nel giardino dei pensieri”, un dialogo inedito tra le sculture di Giovanni Sala e le poesie di Maria Zanolli.</p>
<p>“Gli alberi, le stelle, il cielo, le foglie, i fiori, l&#8217;erba, la terra, le radici. Quali sono le nostre radici?” <em>Nel giardino dei pensieri</em> è un invito a ritrovarle. A cercare nei segni della natura un pensiero, un percorso, una traccia.</p>
<p><em>Nel giardino dei pensieri</em> le sculture terrestri di Giovanni Sala prendono voce attraverso le poesie di Maria Zanolli. Le poesie abitano le forme della scultura, la materia entra nella parola. Chi cammina nel giardino dei pensieri può ritrovare un contatto con la terra evocato dalle suggestioni artistiche delle opere allestite. Un percorso che indaga attraverso la poesia e la scultura il rapporto tra l&#8217;uomo e la natura. Una mostra itinerante che nasce alla fine del 2011, per chiudere (e aprire al 2012), un percorso significativo: l&#8217;anno internazionale delle foreste.</p>
<p>Perché ognuno di noi <em>nel giardino dei pensieri</em> possa perdersi, abbandonarsi, riconciliarsi, unirsi alla materia, trovare una parola, un senso.</p>
<p><a href="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Mostra-nel-giardino-dei-pensieri.pdf">Mostra nel giardino dei pensieri</a></p>

<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-bassa5' title='Nel-giardino-bassa5'><img width="300" height="199" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Nel-giardino-bassa5-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="Nel-giardino-bassa5" title="Nel-giardino-bassa5" /></a>
<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-bassa6' title='Nel-giardino-bassa6'><img width="199" height="300" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Nel-giardino-bassa6-199x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Nel-giardino-bassa6" title="Nel-giardino-bassa6" /></a>
<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-bassa4' title='Nel-giardino-bassa4'><img width="199" height="300" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Nel-giardino-bassa4-199x300.jpg" class="attachment-medium" alt="Nel-giardino-bassa4" title="Nel-giardino-bassa4" /></a>
<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-bassa3' title='Nel-giardino-bassa3'><img width="300" height="199" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Nel-giardino-bassa3-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="Nel-giardino-bassa3" title="Nel-giardino-bassa3" /></a>
<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-bassa2' title='nel-giardino-bassa2'><img width="300" height="199" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/nel-giardino-bassa2-300x199.jpg" class="attachment-medium" alt="nel-giardino-bassa2" title="nel-giardino-bassa2" /></a>
<a href='http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/attachment/nel-giardino-1-bassa' title='Nel-giardino-1-bassa'><img width="300" height="200" src="http://www.mariazanolli.com/wp-content/uploads/2012/01/Nel-giardino-1-bassa-300x200.jpg" class="attachment-medium" alt="Nel-giardino-1-bassa" title="Nel-giardino-1-bassa" /></a>

]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/nel-giardino-dei-pensieri-mostra-di-sculture-e-poesie/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DOPO LE PAROLE, UN NUOVO LIBRO</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/dopo-le-parole-un-nuovo-libro</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/dopo-le-parole-un-nuovo-libro#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 18:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
		
		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1767</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.dopoleparole.it/">Dopo le parole (</a>Campanotto Editore) è il mio nuovo libro di poesie, scritto a quattro mani con l&#8217;amica <a href="http://www.lauraveronesi.com/">Laura Veronesi</a>, illustratrice. Le poesie dialogano con le immagini in un viaggio evocativo in cui ognuno può vederci quello che si</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dopoleparole.it/">Dopo le parole (</a>Campanotto Editore) è il mio nuovo libro di poesie, scritto a quattro mani con l&#8217;amica <a href="http://www.lauraveronesi.com/">Laura Veronesi</a>, illustratrice. Le poesie dialogano con le immagini in un viaggio evocativo in cui ognuno può vederci quello che si sente.</p>
<p>L&#8217;idea del libro nasce da un&#8217;amicizia, da incontri tra una chiacchiera e un tè, dalla voglia di mettersi lì a giocare con quello che Laura ed io amiamo di più: le piccole cose.</p>
<p>Laura è illustratrice freelance da dieci anni, di cui sette maturati all’estero (Londra, Berlino, Lisbona, Shanghai), e la sua ricerca attuale si focalizza su progetti che indagano il confine tra immagine e testo. E&#8217; una divoratrice di internet, cioccolato e libri par bambini. Non esce di casa senza smartphone, uncinetto e uno smalto colorato.</p>
<p>Ho conosciuto Laura un paio di anni fa, quando era incinta di Greta, la sua meravigliosa bambina, ed è nato un fin da subito un feeling speciale. Come in uno scambio tra amiche, abbiamo condiviso le nostre passioni, l&#8217;amore per la poesia e per il disegno.</p>
<p>Paolo Mestriner, direttore di Arch+, rivista di architettura, scrive in merito al libro: &#8220;La prima cosa che colpisce è l’aspetto minuto, non tanto nel formato, ma nel segno, parola o immagine che sia. Nello stesso momento è l’alludere a qualcosa. Come in un gioco del rimando il valore sta nel mezzo, nel rapporto tra le cose. È un aleggiare tra ciò che ci circonda, quotidianamente. È il credere che non siano le cose in sé che importano, ma il rapporto che c’è tra di loro. Il vuoto. Così come è nelle parole. Munari ci ha detto che &#8216;semplificare è difficile&#8217;, bisogna saper togliere, e bene. Così è la poesia e la composizione grafica in questo testo. L’una di Maria, l’altra di Laura. C’è una sorta di rarefazione positiva che ci conduce in un altra dimensione fatta appunto di gesti minuti. Frammenti non necessariamente legati dalla logica, capaci di accendere qualcosa, una spina o una miccia. In questo modo ci offre la libertà di muoverci per acciuffare, anche solo per un istante, ciò che sentiamo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.dopoleparole.it/category/revcensioni/">Qui </a>potete trovare altre recensioni di Dopo le parole.</p>
<p>Se volete informazioni riguardo al libro scrivetemi pure, sarò felice di scambiare &#8220;due parole&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/nessuna/dopo-le-parole-un-nuovo-libro/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PRENDO LA BICI E VADO IN AUSTRALIA, IL VIAGGIO DI FRANCESCO GUSMERI</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/prendo-la-bici-e-vado-in-australia-il-viaggio-di-francesco-gusmeri</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/prendo-la-bici-e-vado-in-australia-il-viaggio-di-francesco-gusmeri#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green lifestyle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1761</guid>
		<description><![CDATA[<p>Scappare via, lontano. In bicicletta, da Villaggio Sereno fino alla terra degli aborigeni. Via, da una realtà troppo stretta, da un’esistenza difficile, da una città in cui «le parole d’ordine sono: palanche, donne, calcio, <em>biemmevù</em>». Basta. Francesco Gusmeri ha inseguito</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scappare via, lontano. In bicicletta, da Villaggio Sereno fino alla terra degli aborigeni. Via, da una realtà troppo stretta, da un’esistenza difficile, da una città in cui «le parole d’ordine sono: palanche, donne, calcio, <em>biemmevù</em>». Basta. Francesco Gusmeri ha inseguito la sua libertà e con coraggio, nel libro «<a href="http://www.ediciclo.it/index.php?qr=prendo_la_bici_e_vado_in_australia_di_francesco_gusmeri_scheda_libro&amp;pagid=prod_det&amp;_get_prod_id=1258">Prendo la bici e vado in Australia</a>», (Ediciclo editore), ci racconta la sua impresa straordinaria, compiuta tre anni fa da Brescia a Melburne. 29.450 chilometri, 476 giorni, in sella alla <em>matarozza</em>, la bici che lo ha accompagnato per quasi tutto il percorso, «per andare non si sa dove, per fare non si sa cosa, per tentare comunque di essere me stesso».</p>
<p>Un diario-confessione, in cui Gusmeri tratteggia con meticolosità le tappe conquistate pedalata dopo pedalata, sfidando il vento nel deserto, le salite turche, la neve del Pamir, e facendoci sognare i tramonti di Istanbul, i paesaggi tailandesi, le nottate sotto le stelle e gli incontri, innumerevoli, con la gente del posto, i venditori ambulanti della Cina, i bambini del Laos, le donne indonesiane, un contatto ravvicinato con le civiltà di mezzo mondo.</p>
<p>«Il paese che mi ha colpito di più– racconta Gusmeri – è stato l’Iran. È un luogo pieno di contrasti, dall’esterno è visto nel suo lato peggiore, uno stato dittatoriale che fomenta l’integralismo islamico, mentre quando lo conosci è ospitale e accogliente. È un paese che tenta di conciliare la modernità con l’isolamento. Sono stato in un ostello a Mashhad e qui ho incontrato Farid, un ragazzo omosessuale come me, e ho provato un forte brivido al pensiero di come questo giovane possa vivere la sua condizione in una realtà dove l’omosessualità è punita con la pena di morte» Anche Francesco ha dentro di sé molte contraddizioni e sono proprio queste forze contrapposte che lo portano a 36 anni, con un lavoro a tempo indeterminato e una vita «normale», a lasciare tutto, abbandonare un contesto sociale in cui non si riconosce e partire per combattere «il mostriciattolo» che lo tormenta. I fantasmi della sua vita sono il carburante del grande viaggio.</p>
<p>«Nel deserto – racconta Gusmeri – percorri chilometri per ore e ore da solo e i tuoi pensieri sono l’unica compagnia. Così, vengono fuori tutti gli aspetti negativi della tua vita, le cose che non hai mai superato, e sono queste cose che ti aiutano a spingere sui pedali, a non fermarti».</p>
<p>Per arrivare dove? Francesco, lo ammette, non ha avuto il coraggio di costruirsi una nuova vita in Australia. Ma, in fondo, non importa da dove parti o dove arrivi. Quello che conta è il viaggio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/prendo-la-bici-e-vado-in-australia-il-viaggio-di-francesco-gusmeri/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ECOTURISMO DI LUSSO? APPUNTI PER UN VIAGGIO GREEN</title>
		<link>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/ecoturismo-di-lusso-appunti-vizi-e-virtu-di-un-viaggio-green</link>
		<comments>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/ecoturismo-di-lusso-appunti-vizi-e-virtu-di-un-viaggio-green#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 18:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Green lifestyle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mariazanolli.com/?p=1720</guid>
		<description><![CDATA[<p>Quando cinque anni fa ho immerso i piedi nella sabbia bianca di Fraser Island (Australia, Queensland) ho pensato: questo sì che è un vero paradiso terrestre. Fraser (in <a title="Lingue australiane aborigene" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_australiane_aborigene">lingua aborigena locale</a> <em>K&#8217;gari</em>) è la più grande</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando cinque anni fa ho immerso i piedi nella sabbia bianca di Fraser Island (Australia, Queensland) ho pensato: questo sì che è un vero paradiso terrestre. Fraser (in <a title="Lingue australiane aborigene" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_australiane_aborigene">lingua aborigena locale</a> <em>K&#8217;gari</em>) è la più grande <a title="Isola" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isola">isola</a> di <a title="Sabbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabbia">sabbia</a> al mondo, patrimonio dell’umanità Unesco, con una superficie di 1840 km². La sabbia di Fraser custodisce più di 100 laghi e una foresta pluviale dove nascono felci rarissime.</p>
<p>L’isola non ha nuclei abitati, non ha strade asfaltate, non ha nulla se non alcuni eco-lodge dove aspettare la notte e dormire. Al pluricertificato Kingfisher Bay Resort (<a href="http://www.kingfisherbay.com/">www.kingfisherbay.com</a>) l’esperienza green è totale: il design dei lodge è stato studiato per mimetizzarsi nella natura circostante e non infastidire piante e animali, un sistema controllato di riforestazione permette alla vegetazione di proseguire il suo ciclo naturale e nel resort è stato creato un centro di ricerca in collaborazione con l’University of the Sunshine Coast che esamina flora, fauna, impatto del turismo e definisce le pratiche da attuare per la conservazione dell’isola e la salvaguardia dell’ecosistema del luogo. Ecco perché, nonostante i 145mila turisti che ogni anno arrivano su Fraser, l’isola continua ad essere un paradiso.</p>
<p>Che cosa vuol dire vivere un’esperienza ecologica viaggiando?</p>
<p>Esistono luoghi più green di altri? Un hotel di lusso può essere anche green?</p>
<p>Se guardiamo i trend negli stili di vita del mondo contemporaneo sembrerebbe che le persone abbiano sempre più voglia di recuperare un contatto autentico con la natura nella vita di tutti i giorni e soprattutto nei viaggi che fanno.</p>
<p>Scegliere una vacanza <em>green </em>può voler dire molte cose.</p>
<p>Ci sono alcuni resort di lusso che, per le tecniche adottate nella costruzione dell’edificio e per alcune scelte etiche sono certificati ecologici a livello internazionale.</p>
<p>Uno dei sei hotel al mondo ad aver da poco ottenuto il Luxury Eco Certification Standards (LECS) &#8211; la certificazione più autorevole, eseguita dal Sustainable Travel International (STI) &#8211; è The Setai Miami, un albergo affacciato sul mare che, oltre ad avere tutti i <em>pleasure</em> di un soggiorno esclusivo, soddisfa i 100 criteri green previsti dal LECS, tra cui l’eccellenza nel risparmio energetico con piano triennale a favore della comunità locale, grazie all’installazione di filtri per l’ottimizzazione del consumo idrico privato.</p>
<p>Se dalle spiagge di Miami ci spostiamo in Africa troviamo altre forme di eco turismo, un po’ più spartane ma altrettanto sostenibili. Nell’isola di Lamu, Kenia, sorge Majlis, un particolare resort turistico attento all&#8217;impatto ambientale e alla sostenbilità. La ville sono costruite con pietra corallina ricavata dalle cave circostanti e legno locale, il resort utilizza un sistema ibrido di solare ed eolico per produrre energia pulita utile alla vita del villaggio e oltre il 95% dello staff impiegato è keniota. Non lontano da qui, a Chumbe Island in Tanzania, sette eco-bungalow sono l’alloggio perfetto per chi vuole vivere un’esperienza selvaggia nella riserva del Chumbe Reef Sanctuary (prima area marina protetta della Tanzania) e della Chumbe Forest. Le strutture sono alimentate a<strong> </strong><strong>energia solare</strong>, la cucina è a chilometri zero, tradizionale africana e mediorientale e sull’isola sono state adottate alcune azioni ecologiche come la produzione e l’utilizzo di sapone locale fatto dalle cooperative delle donne di Zanzibar, l’utilizzo di acqua depurata, il divieto di introdurre prodotti non organici, come per esempio i sacchetti di plastica, e il rispetto della vita notturna degli animali escludendo sistemi di illuminazione artificiale.</p>
<p>Esistono poi alcune esperienze di viaggio esclusivissime che soddisfano anche la voglia di avventura pura come quelle nel deserto dell’Atacama in Chile, nei resort eco-chic, uno tra tutti, l’Awasi: qui, nel silenzio del cielo si può ritrovare il contatto con la natura e cenare a lume di candela adagiati su cuscini di seta.</p>
<p>Tornando ai paradisi terrestri ce n’è uno ancora molto poco frequentato che si trova a Tikehau, atollo delle isole Tuamotus nella Polinesia francese: è l’isola Ahe. Qui si può soggiornare in alcuni eco-lodge e visitare le aree circostanti tra cui <em>île d&#8217;Eden</em><strong>, </strong>un’isola abitata da una comunità di cinesi che studiando le caratteristiche del suolo è riuscita a creare un orto sulla sabbia, e l’isola degli uccelli, dove specie uniche di volatili si riproducono nel loro affascinante ecosistema. Viaggiare ecologicamente, insomma, significa anche andare a scovare quei luoghi che hanno qualcosa da insegnarci sul modo in cui si può vivere in maniera del tutto decorosa pur rispettando l’ambiente, la biodiversità, la riproduzione naturale, le tradizioni della cultura. In valigia, quindi, oltre a mettere tutto il kit da viaggio, possibilmente bio, non bisogna dimenticare una dose importante di buon senso e rispetto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mariazanolli.com/index.php/green/ecoturismo-di-lusso-appunti-vizi-e-virtu-di-un-viaggio-green/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

