CUCINA ROCK CON JO SQUILLO

Dovevo intervistarla a Milano, c’eravamo messe d’accordo che avremmo fatto un pranzo a metà dicembre e così avremmo parlato di cucina, vini, cibo e bontà varie.
Poi, però, camminando nella hall del Gran Hotel Paradiso in Tonale, dove Valeria Marini ha presentato la sua ultima collezione di abiti, ho visto una chioma bionda che attraversava il corridoio della reception.
Aveva un taccuino in mano, indossava una tutina molto chic e parlava al telefono animatamente. Impegnatissima e bella, scopro che Jo Squillo era lì a documentare le nuove “seduzioni” dell’amica Valeria.
Così mi sono avvicinata e le ho chiesto se potevamo anticipare l’intervista in un ritaglio di tempo. Lei ha accettato volentieri e nel pomeriggio si è presentata con un abitino nero sciancrato, una bella scollatura e due gambe da urlo con un paio di stivali un po’ rock, come piace a lei.
Ci siamo sedute sui divanetti dell’hotel e abbiamo fatto una bella chiacchierata… da donna a donna.

Due chiacchiere con  Jo Squillo

Due chiacchiere con Jo Squillo

Ti piace cucinare Jo?
Sì, molto, ed è una cosa che amo fare proprio come un hobby.
Quali sono i tuoi piatti preferiti?
Mi piacciono le minestre, le zuppe e tutto quello che non trovo nei ristoranti. Io, in realtà, sono abbastanza salutista.
Ho un amore particolare anche per i risotti dove cerco di mettere tutta la mia creatività, partendo da quelli più semplici fino a quelli ricercati. Per ricercato non intendo troppo elaborato, ma, per esempio, un risottino all’ortica al posto di uno al salmone.
La ricercatezza per me è la natura.
Be’ la natura è un interesse costante della tua vita, tu lotti e hai lottato molto per l’ecologia…
Sì, ecologia è una parola molto bella, ecologia, ecologico…
Dentro a questa parola c’è un altro termine, “logico”.
È proprio la logica e il buon senso che dovrebbe aiutarci a tutelare lo spazio in cui viviamo, ma spesso la logica dell’essere umano è illogica. Mi piacerebbe trovare più buon senso nel nostro mondo, da una parte l’evoluzione ha portato a grandi e buone rivoluzioni, ma dall’altra si rischia di correre molti pericoli.
E il rock può fare qualcosa?
Be’ io sono fortemente rock, ho da sempre un’anima ribelle ho e nel mio lavoro ho cercato di crearmi degli spazi al di fuori dei luoghi tradizionali. Anche adesso con la moda sto provando a fare qualcosa di diverso, vorrei attraverso i miei progetti valorizzare nel modo giusto ciò che è bello.
E tu sei sempre bellissima, Jo…
Grazie, cara, ma davvero, ci tengo a dire che ci sono tante cose affascinanti nel mondo ed è un nostro compito quello di portarle alla luce e farle conoscere. Spesso la tv fa proprio l’opposto e valorizza il brutto.
E che cos’è la bellezza, allora?
L’eleganza di stile e di pensiero. Il bello è il rispetto, sono dei valori profondi che abbiamo dentro. “Il bello sta negli occhi di chi ti guarda”.
L’occhio che guarda, nel mio caso, è quello della telecamera quando vado a girare il mondo per raccontare la vita.
A proposito di mondo…se dovessi aprire la valigia dei tuoi viaggi cosa ci trovi?
Pezzi di cultura, insegnamenti, piccoli tracce di natura, il curry, lo zenzero, i profumi della terra, lo zafferano, i sali…
Qualche rimpianto, Jo?
Il mio motto è sempre stato “nessun rimpianto”, vivi fino in fondo, ma forse una delle cose che mi sarebbe piaciuta fare sono i figli. Comunque ho rinunciato a questo tipo di vita perché non poteva conciliarsi con la Jo che sono. Ero punk, sono rock.
Ma ci sono stati momenti difficili nel farti strada nel mondo dello spettacolo?
Tutte le difficoltà possibili e immaginabili. Faccio prima a raccontare quello che non ho incontrato. Ho scelto una strada impegnativa e mi sento realizzata, sono una cantante, un’artista, un’imprenditrice. Tutto è avvenuto con i tempi necessari, ho imparato molto, divertendomi e sono diventata donna. C’è un momento in cui noi donne capiamo di esserlo, non credi.
Sì, è proprio così, non lo sei fino al giorno prima e poi ti guardi allo specchio e sei donna.
Dici: “Ok, sono donna”.
Siamo donne, sì, come ci hai insegnato cantando. E cosa ne pensi delle donne del 2010?
Vivono con una grande eredità, ma devono fare ancora molto. Purtroppo la violenza non è mai cessata, le discriminazioni, i soprusi, ma anche nel lavoro…la donna, a parità di responsabilità, prende ancora di meno rispetto all’uomo. “Siamo donne capaci di ridere o piangere per una canzone, ma di fare anche la rivoluzione”.
Ecco, ci siamo perse a parlare di tutto tranne che di cibo…
Cosa ti piacerebbe sapere? Io sono salutista, non mangio latticini, mi piacciono molto le verdure e non amo il vino bianco, preferisco i rossi.
Allora brindiamo con un bel rosso. A che cosa?
Brindo alla gioia e alla serenità, alla lealtà e all’armonia, alla femminilità forte e romantica, ai contrasti romantici…
All’amore?
Sì, brindiamo all’amore più profondo.