ECOTURISMO DI LUSSO? APPUNTI PER UN VIAGGIO GREEN

Quando cinque anni fa ho immerso i piedi nella sabbia bianca di Fraser Island (Australia, Queensland) ho pensato: questo sì che è un vero paradiso terrestre. Fraser (in lingua aborigena locale K’gari) è la più grande isola di sabbia al mondo, patrimonio dell’umanità Unesco, con una superficie di 1840 km². La sabbia di Fraser custodisce più di 100 laghi e una foresta pluviale dove nascono felci rarissime.

L’isola non ha nuclei abitati, non ha strade asfaltate, non ha nulla se non alcuni eco-lodge dove aspettare la notte e dormire. Al pluricertificato Kingfisher Bay Resort (www.kingfisherbay.com) l’esperienza green è totale: il design dei lodge è stato studiato per mimetizzarsi nella natura circostante e non infastidire piante e animali, un sistema controllato di riforestazione permette alla vegetazione di proseguire il suo ciclo naturale e nel resort è stato creato un centro di ricerca in collaborazione con l’University of the Sunshine Coast che esamina flora, fauna, impatto del turismo e definisce le pratiche da attuare per la conservazione dell’isola e la salvaguardia dell’ecosistema del luogo. Ecco perché, nonostante i 145mila turisti che ogni anno arrivano su Fraser, l’isola continua ad essere un paradiso.

Che cosa vuol dire vivere un’esperienza ecologica viaggiando?

Esistono luoghi più green di altri? Un hotel di lusso può essere anche green?

Se guardiamo i trend negli stili di vita del mondo contemporaneo sembrerebbe che le persone abbiano sempre più voglia di recuperare un contatto autentico con la natura nella vita di tutti i giorni e soprattutto nei viaggi che fanno.

Scegliere una vacanza green può voler dire molte cose.

Ci sono alcuni resort di lusso che, per le tecniche adottate nella costruzione dell’edificio e per alcune scelte etiche sono certificati ecologici a livello internazionale.

Uno dei sei hotel al mondo ad aver da poco ottenuto il Luxury Eco Certification Standards (LECS) – la certificazione più autorevole, eseguita dal Sustainable Travel International (STI) – è The Setai Miami, un albergo affacciato sul mare che, oltre ad avere tutti i pleasure di un soggiorno esclusivo, soddisfa i 100 criteri green previsti dal LECS, tra cui l’eccellenza nel risparmio energetico con piano triennale a favore della comunità locale, grazie all’installazione di filtri per l’ottimizzazione del consumo idrico privato.

Se dalle spiagge di Miami ci spostiamo in Africa troviamo altre forme di eco turismo, un po’ più spartane ma altrettanto sostenibili. Nell’isola di Lamu, Kenia, sorge Majlis, un particolare resort turistico attento all’impatto ambientale e alla sostenbilità. La ville sono costruite con pietra corallina ricavata dalle cave circostanti e legno locale, il resort utilizza un sistema ibrido di solare ed eolico per produrre energia pulita utile alla vita del villaggio e oltre il 95% dello staff impiegato è keniota. Non lontano da qui, a Chumbe Island in Tanzania, sette eco-bungalow sono l’alloggio perfetto per chi vuole vivere un’esperienza selvaggia nella riserva del Chumbe Reef Sanctuary (prima area marina protetta della Tanzania) e della Chumbe Forest. Le strutture sono alimentate a energia solare, la cucina è a chilometri zero, tradizionale africana e mediorientale e sull’isola sono state adottate alcune azioni ecologiche come la produzione e l’utilizzo di sapone locale fatto dalle cooperative delle donne di Zanzibar, l’utilizzo di acqua depurata, il divieto di introdurre prodotti non organici, come per esempio i sacchetti di plastica, e il rispetto della vita notturna degli animali escludendo sistemi di illuminazione artificiale.

Esistono poi alcune esperienze di viaggio esclusivissime che soddisfano anche la voglia di avventura pura come quelle nel deserto dell’Atacama in Chile, nei resort eco-chic, uno tra tutti, l’Awasi: qui, nel silenzio del cielo si può ritrovare il contatto con la natura e cenare a lume di candela adagiati su cuscini di seta.

Tornando ai paradisi terrestri ce n’è uno ancora molto poco frequentato che si trova a Tikehau, atollo delle isole Tuamotus nella Polinesia francese: è l’isola Ahe. Qui si può soggiornare in alcuni eco-lodge e visitare le aree circostanti tra cui île d’Eden, un’isola abitata da una comunità di cinesi che studiando le caratteristiche del suolo è riuscita a creare un orto sulla sabbia, e l’isola degli uccelli, dove specie uniche di volatili si riproducono nel loro affascinante ecosistema. Viaggiare ecologicamente, insomma, significa anche andare a scovare quei luoghi che hanno qualcosa da insegnarci sul modo in cui si può vivere in maniera del tutto decorosa pur rispettando l’ambiente, la biodiversità, la riproduzione naturale, le tradizioni della cultura. In valigia, quindi, oltre a mettere tutto il kit da viaggio, possibilmente bio, non bisogna dimenticare una dose importante di buon senso e rispetto.