COME LA GOCCIA CHE CADE DAL RUBINETTO

Kult, Fazi editore, 2007Quasi lo puoi fumare. Sfila i bottoni della camicetta, spia dalla serratura, in punta di piedi arriva fino al limite e poi lo supera. Ti porta lontano e sa confonderti. Prende ogni ipotesi e la rovescia senza dare spiegazioni. Dice subito, e tutto. Senza pudore, senza corsivi o virgolette. E, ciò che lo rende sublime, non cade mai nella volgarità.

La prima lezione del giovane Jurko Banzaj – lo studente di biologia che per la sua straordinaria bravura viene promosso a uno “stage” come insegnante nell’istituto superiore Pelle di Cervo – non è la fotosintesi clorofilliana e nemmeno la composizione degli atomi. Neanche per sogno. Davanti a ragazzi e ragazze pressoché coetanei, Banzaj si presenta con una lezione sullo sperma.

Così inizia il viaggio di Kult, un vero e proprio show di coscienza in tre atti. Dall’amalgama passando per l’eclissi, fino all’ora della magia. Il libro firmato dal ventitreenne Liubko Deres, che quando lo scrisse aveva solo sedici anni, ti stuzzica ancora dallo scaffale della libreria con quella copertina e quella scritta che sembra una geniale rivisitazione dell’inimitabile bibita americana. Una provocazione anche nella carta? E chi lo sa?!

Di certo, quando leggi Kult, è un po’ come seguire la goccia che cade dal rubinetto. Con quei personaggi che non sono mai gli stessi, quel Roman Korj che minaccia Jurko e si diffonde come una malattia, come il fumo in una stanza, le lettere, i diari, la coscienza che si perde, il tempo che si ferma o va troppo avanti, o torna indietro. Darcja. Ecco forse Darcja, l’alunna di cui Banzaj s’innamora, forse è l’errore del sistema. O meglio, una parentesi di senso che sembra stonare con gli effetti distorcenti e destabilizzanti della droga. Che diventa presto epidemia, che si attacca al cielo di quel paesino sperduto ai confini della realtà.

Ma l’amore – o le grandi fumate – salveranno Banzaj e Darcja? Se ti aspetti delle risposte da Kult, allora hai sbagliato libro. Kult seduce e si nasconde, fa sul serio e ti prende in giro, ti fa perdere e ritrovare, ritrovare e perdere. E ti lascia pieno di perché senza punti a capo.

Recensione di KULT di Ljubko Dereš, Fazi Editore, 2007