I VINI DEL GARDA CON MATTIA VEZZOLA

Mattia Vezzola - EnologoUna vera e propria lezione. Non di quelle accademiche che rimangono a sprazzi nella memoria. Ascoltare Mattia Vezzola parlare di vino è una “prova” molto coinvolgente perché, se fino a un momento prima pensavi di conoscere quel mondo, poi ti rendi conto che mancava l’aspetto fondamentale: l’esperienza.

L’esperienza di un uomo – nato a Moniga del Garda e desenzanese d’adozione – che dal 1981 è direttore ed enologo dell’azienda Bellavista e che dirige con il fratello Imer l’azienda vitivinicola di famiglia Costa Ripa a Moniga del Garda.

Non solo. Mattia Vezzola è oggi Consigliere regionale e nazionale dell’Associazione Enologi ed Enotecnici Italiana e dopo aver ricevuto nel 2004 il riconoscimento dall’Associazione Italiana Sommelier come “Miglior Enologo dell’Anno”, “non contento”, è stato riconosciuto dalla Guida Vini d’Italia (Gambero Rosso-Slow food) “Enologo dell’anno” per il 2007. E nonostante ti trovi a parlare con il Guru desenzanese del vino, nelle sue lezioni non c’è nulla di complesso o incomprensibile. Forse perché, se si parla di ciò che si ama e si conosce, si riesce ad arrivare al cuore delle cose.

Ha voglia di raccontarci un po’ di storia delle zone vitivinicole del Lago di Garda?

La presenza di vino di qualità nelle zone del lago di Garda risale a 750 anni fa. Già cinquecento anni fa si attestava la presenza del vitigno più famoso, il groppello, in un’area che andava dalla Valle di Non fino a Massa Carrara. Di questa vasta zona oggi sono rimasti circa trecento ettari tutti concentrati nei nostri territori. Ciò spiega l’eccellenza del nostro terroir, un terreno aiutato dalle condizioni favorevoli del clima che, non a caso, è il punto più a nord del mondo dove si coltivano gli agrumi. Tornando alla storia dei nostri vini, la svolta importante si verifica nel 1896. Il territorio, infatti, prende un grande slancio quando un senatore veneziano, Pompeo Molmenti, sposa la signora Brunati di Salò che porta in dote la villa di Moniga con quindici ettari di vigneti al Lago. Grazie alla consulenza di due enologi, Molmenti fa piantare una viticoltura per produrre uva di qualità. Nasce così, nel 1904, la prima etichetta, il Chiaretto di Moniga. Questa prima bottiglia oggi è rappresentata dall’azienda Costaripa che gestisce quattro ettari delle vigne originali.

Quali sono i vini prodotti sul territorio della riviera del Garda e quali tipologie di uve si trovano in queste zone?

I vini provengono tutti da quattro uve: il groppello, il marzemino, il sangiovese e il barbera. Da queste uve nascono il Garda Classico Chiaretto, il Garda Classico Rosso e il Groppello. Nella sponda bresciana del Lago di Garda ci sono due tipologie di terreno: quello della Valtenesi, che si caratterizza per una consistenza argillosa e ghiaiosa e quello della pianura ai bordi di Sirmione che è un terreno limoso da cui nasce il Trebbiano di Lugana. Questi particolari e distintivi elementi del terreno derivano dall’origine glaciale dei laghi lombardi. 70-80mila anni dopo lo scioglimento dei ghiacciai sono affiorati i laghi e le colline ed è chiaro come questi terreni siano costituiti da numerose e successive formazioni.

Come si posiziona il vino del lago di Garda rispetto all’offerta bresciana e nazionale?

I vini del Lago di Garda della sponda “dannunziana” hanno avuto, fino agli anni Settanta, una grande valenza. L’esportazione in Europa e negli Stati Uniti era molto fervida. Purtroppo questa situazione si è modificata a causa della speculazione edilizia, che ha fatto passare la voglia di coltivare le vigne. Negli ultimi anni sembra esserci una nuova attenzione verso i nostri vini. La rinascita dell’interesse dovrebbe partire non tanto da ragionamenti economici, ma da fattori di tradizione e di difesa del nostro territorio. Quando noi beviamo un bicchiere di vino del luogo, stimoliamo un interesse sincero e promuoviamo un’educazione che può diventare un freno enorme alla speculazione.

Ma allora qual è secondo lei la via per promuovere la produzione vitivinicola del Lago di Garda?

Stento a trovare una risposta. Per vendere bisogna che gli abitanti del territorio amino di più le loro terre. Come ho già spiegato non è solo una questione economica, bisogna credere nella spinta autentica che viene dalla poesia delle nostre terre. Amare il proprio territorio, quindi, considerare importanti, perché lo sono, i vini del Lago. Questi vini rappresentano, infatti, la massima espressione dell’armonia, e si caratterizzano per la sapidità. Sono, quindi, ottimi vini senza avere un’eccessiva gradazione alcolica.

Come ha affermato in una sua intervista, quindi, «il vino non va spiegato per la sua tecnologia, ma per le emozioni che sa dare».

Esattamente.

Sedersi a tavola e bere un bicchiere di vino. Da esperto e miglior enologo 2007 ci può spiegare come si dovrebbe “celebrare questo rito”?

La prima analisi è sempre quella visiva. Il bianco dovrebbe apparire con riflessi verdognoli che esprimono la sua freschezza. Il rosso, invece, con riflessi rubino. Il vino deve essere perfettamente limpido. Se il vino è torbido significa che non c’è stata un’attenzione nell’apertura della bottiglia. La seconda analisi è quella olfattiva. Non importa se i profumi che si sentono sono di frutta. Ciò che conta è che siano di frutta matura,  perché è sinonimo di digeribilità olfattiva. Per quanto riguarda il gusto, è fondamentale verificare fino a dove arriva il sapore una volta deglutito. Misurare la profondità del gusto insieme alla persistenza è un aspetto fondamentale: quando hai deglutito il gusto deve pervenirti. Tutto ciò convoglia nei due elementi più importanti che sono la qualità e il piacere. I nostri vini si caratterizzano per l’eleganza e per l’energia che è data dalla sapidità.

Può consigliarci qualche abbinamento tra i vini del Lago di Garda e i suoi piatti tipici?

Tutti i pesci di lago si abbinano perfettamente con i nostri vini. La trota, il coregone, l’anguilla, il pesce persico, sono alimenti che si sposano con i vini rossi. Dalla “penna” fino all’agnello i nostri piatti tipici sanno incontrarsi con i vini del Lago di Garda perché nascono da un unico terreno che è importante valorizzare e promuovere e che si dovrebbe, innanzitutto, amare e far conoscere.