ANCORA POESIE A NOVEMBRE
La mia città
la cammino tutta
per la prima volta
la mia città
e non ricordo
quella via che stretta
gira nella piazza
o le gonne leggere
delle ragazze in Corso
ridono
come se fosse
la prima volta
si mettono le mani in tasca
non sembrano avere freddo
le ragazze bionde
i vecchietti sì,
si appoggiano
alle panchine del parco
disegnano come una mappa
con il fiato un po’ corto
e le mani stanche
c’è una mamma
con un bimbo in braccio
il bimbo saluta i vecchietti
e i vecchietti sorridono
alla mia città
che ti ho portato stasera
per lasciarla qui
e non dimenticarla
come una poesia
sul tavolo di un bar.
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)
c’è tutto un paese
in lutto
una signora affacciata alla finestra
nasconde le lacrime dietro le tende
le campane accompagnano i passi
di amici e parenti
un bambino si ferma e guarda
alza la mano
come a fare un ciao
il cielo è grigio e piove
piove sul legno bagnato
piove sui tetti del paese
un intero paese in lutto
per lei e il suo sorriso
che manca già
in queste case vuote
(inedito di Maria Zanolli, 8 novembre 2009)
mi hai portato via
la luna stasera
due bicchieri e una bottiglia
al porto
con un vento di aprile a novembre
mi hai portato via
le ombre
tu che hai la luce sulle dita
o l’amore,
con le dita hai mutato il lago
in sogno
e non ti accorgi
che sei ombra e luce
mano e istante
pelle e stringi
mi hai portato via
con te stasera
eravamo due puntini sulla luna
la luna che hai portato via,
stasera
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)
Era una mattina d’estate
davanti a Sirmione
il lago e una terrazza
una mattina d’estate a settembre
con il profumo del vino negli occhi
e in mano un nocciolo d’albicocca
che ho in mano anche adesso
e non so come
dentro al sole di un novembre caldo
è qui
sul tavolo della cucina
vicino alle chiavi di casa
stamattina non c’era
forse l’hai lasciato tu
tu che avevi in mano
un nocciolo d’albicocca
una mattina d’estate a settembre.
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)
mi fai ridere
ridere di una tristezza immensa
per come sei finito
per come sei che non eri
per come sei che non si torna indietro
e rimarrai in un piatto
a fine pasto
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)
la preghiera della sera
è il tuo nome sussurrato
nel buio della stanza
(anche senza di me)
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)
sono solo pietre
che ci separano
pietre di un mosaico a Venezia
e scegliere i colori per la casa
come mi viene da ridere
il colore dei bagni e la cucina
sembra un’altra vita questa
una vita nuova
una vita in cui
quella di ieri
non è mai stata
(inedito di Maria Zanolli, novembre 2009)

Trova la giusta distanza, il punto esatto nel tuo corpo
il respiro va e viene senza rincorrersi
In questo momento sei uno, la vibrazione il vibrato
e il veggente
E novembre divenne così luglio
e luglio nel cuore
e luglio nei pensieri,
ma novembre restò fermo,
immobile
ed attonito in fondo al riflesso del lago,
quel lago
che dissetava quei suoi occhi
ora mai aridi.
Ancora attendo, stringendo in mano il ciottolo,
briciola sempre diversa d’una spiaggia sempre uguale;
nelle nocche l’antico sapere dei ragazzini,
le falangi d’un gioco elastico a sottrarre il preciso momento al nervo, e poi
lanciare, scagliare quel nodo con cui il sasso è mia parte adesso:
balestrando il pensiero, il brutto e il bello, oltre la strofa dell’orizzonte.
Attendo, quel vetro di crepuscolo sul lago,
inarcare i tendini e la rabbia
buttarvi la mano il sasso il sogno,
farne onde circolari
per infrangere e far rivivere
nell’imperturbabile perfezione del cerchio
il ricordo nelle vene.
PV25XI2009
Poco fa sono rientrato, ero nervoso per il senso di oppressione che le mie normali attività mi hanno provocato, alla fine di una giornata sorprendentemente serena. Drastico. Poi mi sono reso conto. Mi calmo e respiro, e ancora una volta sento emergere con dolore l’arpione rosso delle parole non dette, urgente e impeccabile. E le parole hanno un senso, pezzi di pietre preziose come ce ne sono mille, inutile ripetere.
Noccioli di albicocca, lago e Novembre, che da solo, Novembre, suona sospeso e carico di piccoli segreti
– non come Dicembre truccato da Moira Orfei -Mi hai fatto emozionare! e anche lacrimare, e io che avevo riposto la poesia sotto i banchi di scuola .__. e la mia lingua in un barattolo da conserve .. sono tutta upside down e tempestata di nostos, che sono i miei due stati preferiti! Grazie.
Alla fine dell’amore, poi
forse va solo una dissolvenza, lenta e leggera, tutto si oscura
come nei vecchi film.