Dopo le parole in mostra

 

Dopo le parole in mostra

sabato 13 aprile ore 16

Arte in Corte Festival

Sala delle letterature

La Filanda, via del Melograno 35, Manerba del Garda

 

Presentazione del libro di poesie e grafica Dopo le parole

di Maria Zanolli e Laura Veronesi

Presenta Annibale Bianchini, conduttore radiofonico

Lettura delle poesie dell’attrice Susanna Zanolli

A seguire inaugurazione della mostra Dopo le parole,

 con la prima produzione di tavole stampate a mano

ispirate alle poesie e grafiche del libro.

La mostra sarà visitabile per tutta la durata di Arte in Corte Festival.

Brescia, 12 aprile 2013. Dopo le parole, il libro di poesie e grafica scritto a quattro mani dall’illustratrice Laura Veronesi e dalla giornalista Maria Zanolli, giunge al festival Arte in Corte per la sua quinta presentazione.

Dopo il reading Ars Poetica di Bratislava in Slovacchia, dove il libro è stato accolto l’inverno scorso insieme a importanti voci della poesia e letteratura contemporanea, sabato 13 aprile alle ore 16 Dopo le parole verrà presentato a Manerba del Garda per il festival Arte in Corte (presso La Filanda, via del Melograno 35) con la conduzione di Annibale Bianchini, conduttore radiofonico, poeta e tra i fondatori dell’associazione Vocifera, e con la lettura delle poesie dell’attrice Susanna Zanolli.

Tra magiche letture di poesie, giochi di figure e parole, incursioni di poeti e illustratori del passato, il libro nato dall’incontro di due linguaggi, quello della poesia e quello della grafica, racconterà una nuova storia. “La poesia di Maria Zanolli, carica di simboli, di analogie, di limpide enunciazioni – scrive Teresa Triscari, tra i membri della giuria del premio Elsa Morante – presenta un mondo poetico che si dilata e si intreccia con la gestualità segnica di Laura Veronesi avvalorando il concetto che la poesia è parola scritta ma è anche segno, enunciazione grafica, drammatizzazione”.

La presentazione si chiuderà con l’inaugurazione della mostra Dopo le parole con la prima produzione di tavole stampate a mano, ispirate alle poesie e grafiche del libro.

Le tavole saranno visibili per tutta la durata di Arte in Corte Festival.

 

Recensioni

“La prima cosa che colpisce è l’aspetto minuto, non tanto nel formato, ma nel segno, parola o immagine che sia. Nello stesso momento è l’alludere a qualcosa. Come in un gioco del rimando il valore sta nel mezzo, nel rapporto tra le cose. È un aleggiare tra ciò che ci circonda, quotidianamente. È il credere che non siano le cose in sé che importano, ma il rapporto che c’è tra di loro. Il vuoto. Così come è nelle parole. Munari ci ha detto che “semplificare è difficile”, bisogna saper togliere, e bene. Così è la poesia e la composizione grafica in questo testo. L’una di Maria, l’altra di Laura. C’è una sorta di rarefazione positiva che ci conduce in un altra dimensione fatta appunto di gesti minuti. Frammenti non necessariamente legati dalla logica, capaci di accendere qualcosa, una spina o una miccia. In questo modo ci offre la libertà di muoverci per acciuffare, anche solo per un istante, ciò che sentiamo. Ecco quello che vedo in questo bel libro”.

Paolo Mestriner, architetto

 

“Prima delle parole ci sono i silenzi, i palpiti del sentimento, le illuminazioni del pensiero. Prima delle parole ci sono le vite parallele di due giovani donne che nel segno e nei segni cercano una via espressiva originale. Il loro incontro ha prodotto un libro piccolo e prezioso che ci offre qualcosa di ciascuna di loro. Maria usa le parole con un bulino, cesella liriche a metà strada tra l’haiku e l’epigramma , scava la superficie degli attimi, scova iridescenze appannate in quell’incrocio di storie e sospiri che è la vita. Laura maneggia le lettere come un arsenale simbolico, guarda a Munari e reinterpreta l’arte calligrafica giapponese, lo shodo. Ogni cultura ha a suo modo un culto dei segni dell’alfabeto: l’Islam li sublima a ricamo divino, l’ebraismo venera quelle lettere “scolpite nella voce, intagliate nello spirito”. Laura gioca e scompone quei segni cavandone significati nuovi, composizioni inedite. Prima delle parole c’è tutto questo. Dopo, c’è il nostro stupore. E molto di più”.

Massimo Tedeschi, giornalista Corriere della Sera

 

“Allitterazioni, assonanze, sonorità; cromatismi, lessemi e fonemi che si accavallano fino a scomporsi e frantumarsi; onomatopee non solo verbali ma anche sostantivali; sguardi che si dilatano su luoghi noti e diventano subito cantucci dell’animo. Una poesia,  fatta innanzitutto di impressioni. Poesia soprattutto visiva che trova composizione e compostezza nella rappresentazione grafica di Laura Veronesi, nelle sue parolibere sparse, frantumate e inframezzate allo scorrere di versi di cui sono diretta e intima filiazione. La poesia lascia la sua traccia nell’invisibile grafica dei segni dell’anima”.

Teresa Triscari, premio Elsa Morante