MARGHERITE SOTTO LA NEVE

certe mattine hanno le mani legate
bevo a piccoli sorsi il caffè di ieri
fuori c’è marzo alla finestra
ma è ancora inverno
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

le tue notti
sono ricordi di corse nei prati
a inseguire lucciole e stelle
il profumo del mare di sera
la voce di mia madre prima di dormire
un bacio a sette anni di nascosto in un campo
un campo di fragole e rose
fiori le tue mani, giorni le tue notti
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

a volte ci sfugge
il senso
di poche parole,
anche un silenzio
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

hai una margherita
nella tasca della giacca
e un tovagliolo rosso
nella borsa
malinconie quotidiane

non si portano indosso i ricordi
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

e se il segreto poi fosse
un semplice risveglio
ogni mattina
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

lei non lo sapeva
ma in quelle notti
con le scarpe d’oro
usciva dal letto
camminando su un filo d’erba

e volava legata alle stelle
a piccoli passi
appoggiata al suo sogno
risvegliandosi poi
sulla sua spalla
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

margherite sotto la neve
e un silenzio di gennaio a marzo
provo a tenere il freddo in una mano
provo a stringere il cielo quando non ci sei
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

ti bacio nella barba
e non sai
ma è come

sentirsi

a casa
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

quasi trent’anni

una bambina
mi guarda stasera
quasi incantata

mi guarda
a fare la spesa
a tornare a casa
dopo il lavoro

stasera una bambina
mi guarda
ha i miei occhi neri
e mi osserva incantata
il cappotto e le scarpe
stivali alti coi tacchi
un po’ di trucco e lo smalto

stasera ho quasi trent’anni
e una bambina mi guarda
non sa se ridere o piangere,
ma è ormai una donna, stasera
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

respiro la neve dalla finestra
e la neve fa il rumore dei tuoi passi
appoggio la testa su una stella
chiudo gli occhi sulla tua spalla

(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

ti ho ritrovato
in uno scontrino sbiadito
c’era la data
del nostro ultimo bacio
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)

mi respiri anche nei capelli
anche ora che non ci sei
e sei in una brezza di vento
un vento di novembre a marzo
(inedito di Maria Zanolli, marzo 2010)



4 commenti

  1. stefanino wrote:

    te le lego io le mani la mattina

  2. NICOLINO wrote:

    HO SUBITO PENSATO CHE QUELLA NEVE DI MARZO FOSSE CARICA DI ENERGIA..STRABELLA E FUGACE,COME UN BEL SOGNO CHE SVANISCE IN FRETTA…IL SALUTO ORGOGLIOSO DEL GENERALE INVERNO…;MARIA SEI RIUSCITA IN MOLTI PASSI A CITARE QUESTE ATMOSFERE E RENDERNE POESIA…. GRAZIE!!

  3. Mauro wrote:

    Ciao Mary, ci siamo conosciuti oggi al salone e subito sono andato a spulciare questo Blog che è ricco di cose interessanti. Come ti dicevo oggi questi versi sono bellissimi e hanno per me uno stile molto interessante, immagini che arrivano al cuore con i loro sapori e sensazioni prima che al cervello. Come se il Caronte visivo che trasporta le anime delle parole più o meno dannate abbia un equipaggio ammutinato e cambi rotta per un momento per poi recuperare quella originale.
    Complimenti

    A presto

  4. Paul wrote:

    Tempo dei papaveri

    Tempo dei papaveri, sul mio cammino
    fra le punte delle scarpe e le erbe alte
    occhieggian palpebre vermiglie
    frammezzo il verde e il secco,
    docili velluti al tocco delle dita
    come macchie d’una tela emerse
    nella visione, tattile e imprecisa,
    a tutti i sensi intesa.

    Sosto qui, immergo il naso
    fra l’orlo del dicibile e il sentir sfumato
    al passo e ripetuto e sparpagliato
    in mille petali che imprimono gli istanti
    e i millenni remoti e le chiacchiere del vento,
    in questo incomprensibile ‘ora’.
    Ascolto e aspiro la verità, la vanità della terra,
    e l’odore d’erba e fiore rovesciato
    nella vastità del campo.

    Piego sulle ginocchia e strappo un papavero,
    sfrego quel sollievo fra i polpastrelli
    rossa fibra che moveva in un etereo soffio.
    Gli occhi chiusi, bisbiglio una preghiera.
    In questo ora effuso e dolce aspetto solo
    la donna di Monet.

    PV.24V2010