NON FATE I PIRLA, MANGIATE SANO

Tre anni fa Marco Columbro, insieme alla sua compagna Stefania Santini, ha deciso di ideare SaporBio, manifestazione dedicata al biologico, facendosi promotore di una filosofia che porti al raggiungimento del benessere psicofisico attraverso una sano e corretto nutrimento.
“Scegliere prodotti biologici di alta qualità per la propria alimentazione è una forma di rispetto nei confronti della qualità della vita, del nostro benessere. Da anni personalmente mi interesso di agricoltura biologica producendo direttamente olio extravergine di oliva e pasta”. Ed è in un vecchio casolare in Val d’Orcia che dal 1994 l’ex presentatore vive una vita bio. Senza dimenticare tre cose importantissime: la filosofia buddista, la passione per la cucina e l’amore per la natura e per gli animali.

SaporBio compie tre anni. Quanto sei soddisfatto di questa manifestazione che avvicina la gente al biologico?
Dal 2007 a oggi l’iniziativa si è sviluppata molto, ma soprattutto è cresciuto il consumo del bio in Italia. Nonostante, infatti, la congiuntura economica, la vendita dei prodotti biologici è aumentata del 10%. Questo dimostra che il consumatore è più attento rispetto a quello che acquista e magari compra meno, ma si orienta verso prodotti di qualità.

Mangiare genuino è possibile quindi?
Lo scopo che vorremmo raggiungere con Saporbio è quello di far conoscere al pubblico il tema del cibo biologico. Ci piacerebbe che la gente comprenda l’importanza di mangiare biologico. Non stiamo parlando solo di un problema di salute, ma di un tema che riguarda l’ambiente, l’ecologia ambientale. L’Italia è diventato il primo paese in Europa produttore di biologico con 1 milione di ettari ed è il primo paese esportatore al mondo di biologico. Tutti i paesi del nord, la Cina e il Giappone mangiano i nostri prodotti. Noi, invece, siamo all’undicesimo posto, ce ne freghiamo e mangiamo prodotti industriali. Questo dimostra che c’è ancora molto lavoro da fare.

Credo sia un percorso che debba iniziare prima di tutto da una scelta personale, non è facile.
Assolutamente. Saporbio è un progetto di divulgazione e di marketing. Il biologico è formato da circa 50mila tra produttori e trasformatori. Soprattutto i più piccoli non hanno budget da dedicare alla promozione. Io mi sono imbarcato in questa avventura perché voglio essere io il marketing del biologico, voglio essere il diffusore della bontà dei prodotti biologici. Lo faccio perché ci credo. Il cibo è il nostro sangue.

Ho letto con piacere la tua biografia dove parli della tua infanzia immerso nella campagna toscana tra animali e natura. Oggi pochissimi bambini vivono esperienze così. Cosa mancherà alle generazioni future?

La capacità di attendere. Oggi purtroppo con l’omologazione dei prodotti abbiamo gli zucchini tutto l’anno, i pomodori tutto l’anno, le fragole e le ciliegie a ottobre. I bambini non sanno più quando cresce un frutto o una verdura e non sa aspettare.

C’è un ricordo legato all’attesa nella tua infanzia che ci vuoi raccontare?

La mia infanzia l’ho trascorsa in campagna con tutta la mia famiglia. Mia nonna, quando era pronto il primo fico, ce lo portava davanti agli occhi e ci diceva: “Date un bacio al fico e ringraziate il Signore che ci ha dato i frutti anche quest’anno”.
C’era una sacralità e un fortissimo senso dell’attesa.

L’attesa è un valore importante?
L’attesa è importante nella vita, saper attendere il momento giusto per fare una cosa, per cogliere un momento importante, un amore, una storia. Saper attendere è un momento poetico e un momento di crescita interiore. In primavera guardavamo l’uva che metteva i polloni, e poi i primi chicchi, e poi dal verde vedevi che maturava e diventava uva e poi andavamo a rubare l’uva e mio nonno ci urlava dietro. Io mi ricordo che alle cinque del pomeriggio con mia sorella andavo a prendere la cipolla nell’orto, un pomodoro e il pane fatto in casa da mia nonna che durava tutta la settimana.

Bisognerebbe riscoprire anche il nostro legame con la natura…
Il rapporto con la natura è fondamentale perché noi stessi siamo degli elementi inseriti nella natura, essere un legame coscienzioso, io devo sapere come rispettare una pianta, un animale. L’animale non va ucciso per mangiarlo perché oggi abbiamo la carne vegetale che è la stessa cosa.

Tu sei vegetariano?
Si.

E la spiritualità? Ci racconti la tua esperienza?
Faccio ricerca spirituale da 35 anni e da quasi 20 anni ho un maestro lama tibetano che è anche un mio caro amico.

Qual è l’insegnamento più importante?
Avere coscienza di tutto ciò che facciamo. Essere consapevoli delle nostre azioni è la religione più importante. Non ci dev’essere ne fideismo, né dogmatismo.
Sono un anti-dogmatico e anti-fideistico. Credo che la prima cosa sia la conoscenza, la conoscenza non come intelligenza, la convizione interiore di una cosa e il fatto di averne coscienza. Questo rende l’uomo finalmente un essere umano della vita, sei tu che sei attore della tua vita.

Ti piace cucinare?
Sì, sono un ottimo cuoco, lo faccio da trentacinque anni. Ho inventato un piatto giusto ieri sera.

Davvero? Raccontaci.
Il titolo è molto poetico: “Rosa di salmone su un sole vegetale”.

Che romantico! E la ricetta?
Si taglia il salmone senza pelle a fette longitudinali, poi si avvolge fino a farne una rosa, e si mette al vapore per un minuto. Si aggiunge un po’ di timo fresco e si fa un battuto di olio, limone e tamari, una salsina da aggiungere sopra.
A parte si prepara una vellutata di zucchine oppure di broccoli e dall’altro una vellutata di pomodoro. La vellutata di zucchine o broccoli si mette nel piatto e fa da fondo, ci metti sopra la rosa e poi fai raggi con il pomodoro. La mia compagna è rimasta affascinata.

Cucinando si conquista?
Io tutti i giorni faccio dei piatti così, mi piace molto cucinare.

Delle cucine che hai scoperto nel mondo quale ti ha coinvolto di più?
Sono stato in Tibet per un periodo e ho potuto conoscere le tradizioni culinarie del luogo La cucina tibetana ha zuppe di verdura molto saporite con spaghetti di grano duro. Fanno tante verdure stufate e dei primi eccezionali come i ravioli vegetariani al vapore.

Tre ingredienti essenziali per una vita di benessere?
Il peperoncino, l’aglio, lo zenzero.

Perché?
L’aglio è un antisettico naturale, il peperoncino aiuta la circolazione e lo zenzero è un antitossico. Quando tu hai l’influenza ti fai un pentolino d’acqua con zenzero fresco, un cucchiaio di miele, fai bollire per qualche minuto, lasci riposare, filtri e poi ti bevi questa tisana che decongestione.

Una battuta dal tuo passato: se Five parlasse ai bambini di oggi cosa gli direbbe?
Non fate i pirla, mangiate sano.

(Articolo pubblicato su “Baccus”, luglio-agosto 2010)