NON TOCCATEGLI LA CARBONARA: UN INCONTRO CON ENZO IACCHETTI

L’appuntamento con Enzo Iacchetti è negli studi di Striscia alle 18.

Enzo è puntalissimo e ci ospita nel suo camerino. Prima di entrare incontriamo Greggio.
Iacchetti ci presenta il suo amico e gli fa i complimenti per un’ottima cassoeûla.
Poi si rivolge a noi: “Anche il mio amico è una buona forchetta e se ne intende più di me”.
Iniziamo con una risata. E come poteva essere altrimenti?
Perchè poi, quando intervisti Enzino, non sai mai se scherza o fa sul serio.
Eppure un cuore ce l’ha anche lui. E quando ci parla di suo padre, la commozione è sincera.
In quanto a gusti Enzo ha le idee abbastanza chiare. È una forchetta da trattoria, anche se va nei ristoranti, ama il vino (meglio ai pasti e possibilmente buonissimo), ma soprattutto non può rinunciare alla salsiccia.
E un po’ ce lo aspettavamo, ma mai come viverlo.

Ma scusa Enzo, il Gabibbo cosa mangia?
Se vedi il vero ripieno del Gabibbo lo capisci subito, è uno scricciolino d’uomo che credo mangi poco…

A parte gli scherzi, tu sai cucinare?
Sapevo cucinare, ero molto bravo…
Da quando la mia carriera è cambiata purtroppo è un po’ difficile. Da circa 20 anni non ho più molto tempo e frequento quasi sempre i ristoranti.

E immagino ti piaccia anche mangiare…
Sì, cerco di stare calmo però. Come hai sentito prima, Ezio ieri mi ha portato una doggy bag di cassoeûla…

Ah pero’, leggerina…
Eh sì, Ezio è andato in un ristorante dove fanno una cassoeûla eccezionale e mi ha portato un assaggio abbondante. Ovviamente se voglio rimanere un po’ in linea è meglio stare a casa.

E a casa tua, se apriamo adesso il frigorifero, cosa c’è?
Insalata, pomodorini e un po’ di frutta, sono in una settimana un po’ light, senza considerare la cassoeûla di ieri…

C’è qualcosa che assolutamente non mangi?
Le barbabietole rosse.

Perchè?
Perchè mi hanno fatto spaventare molto. Ne avevo mangiate un sacco una sera. Non so se puoi scriverlo…la mattina dopo ho fatto la pipì rossa, sono andato subito dal dottore e lui mi ha detto che non avevo niente.

Sei ipocondriaco Enzo?
Sì, un pochino. Comunque ti saresti spaventata anche tu.
Tornando alle cose che non mi piacciono ti direi la zucca. Il dolce col salato non è nelle mie corde…
Eppure il contrasto tra i sapori, seppure in armonia, è una regola di molti chef…
Sì, ma a me, sai, gli chef…preferisco la trattoria tante volte.

Allora facciamo un salto alle tue origini, a Castelleone dove sei nato.
Qui, le nonne cosa fanno di buono?
Purtroppo fanno i tortelli cremaschi con la zucca che non sono il mio gusto. Ma là è roba di cotechino e di salame. Il cotechino di Cremona non lo batte nessuno. Anche il salame, però bisogna amare l’aglio.

E se uno chef simpatico ti dicesse facciamo un piatto IAC?
A me piacciono i sapori forti, la carne di maiale. Farei una pasta, dei bei rigatoni con dentro la pancetta.

Amatriciana o carbonara?
Più una carbonara, con dentro altre cose, tipo pezzettini di coppa, dei ciccioli.

In vino veritas?
Nel mio caso sì…

Ti piace il vino?
Si, molto. Poi il mio cardiologo mi ha detto che è un anti infarto. Ovviamente bisogna berlo moderatamente, se è possibile buonissimo e ai pasti. Può anche fungere da ansiolitico. Un bicchiere di rosso con un pezzetto di grana è un toccasana.

Se dovessi dire adesso con chi vorresti trascorrere una cena un po’ speciale, anche con qualcuno che non c’è più?
Mi metti in difficoltà, soprattutto con quelli che non ci sono più, sono in tanti che vorrei rivedere.

C’è una persona?
Mio papà. Se n’è andato quando ero giovane, non voleva facessi questo mestiere. Probabilmente se lo portassi in un grande ristorante non gradirebbe, era uno che snobbava un po’ questo ambiente.

E con Ezio esci a cena?
Sì, spesso. Quando esco con lui è una lotta a cercare le cose più buone… Ezio è un grande cultore di cucina e di vini. Comunque, ora che mi ci fai pensare, mi piacerebbe tornare ai fornelli e preparare qualcosa per poche persone, massimo sei. Ero bravo a fare i primi, anche il pesce, adesso non ho più tempo e penso di essermi dimenticato tutto.

Questa è un po’ una scusa…
Sì è vero, sono un po’ pigro, eppure ho una bellissima cucina con due forni.

Se non hai tempo per cucinare, almeno ci puoi dire qual è l’ingrediente essenziale della tua carriera così intensa che è iniziata nel 1979 al Derby di Milano?
Le salsicce che mangiavo di notte, quando ero povero, nei baracchini di Milano, insieme a Giobbe Covatta, a Giorgio Faletti, a Diego Abatantuono.
Siccome mangiare un panino al Derby costava 18mila lire e ce ne davano 12 per fare lo spettacolo, finito lo show andavamo in strada, nei baracchini. Ai tempi c’erano le prostitute che smontavano dal servizio, i primi travestiti, i poliziotti che passavano di lì, gli artisti che uscivano dai locali.
Si creava il “bordello culinario” e mi ricordo dei gran panini con la salsiccia. Questo è l’ingrediente che non dimenticherò mai. Anche oggi l’ho mangiata a pranzo perchè era dentro la cassoeûla che mi ha portato Ezio.

Sarà il tormentone dell’inverno questa cassoeûla…
Enzo ride..

Oltre a Striscia, dove ti possiamo incontrare il prossimo anno?
A gennaio sarò a teatro con Giobbe, una commedia che s’intitola “Niente progetti per il futuro”. Il testo ha vinto il premio Flaiano, a scriverlo è stato un ragazzo di trent’anni. Una sera Giobbe mi ha chiamato e mi ha detto di dare un’occhiata al testo di Francesco Brandi. Così è iniziata una nuova avventura.

Un salutone natalizio per tutti?
Fate Natale tutti i giorni.

(Articolo pubblicato su Baccus, novembre-dicembre 2010)