Pennellate di silenzio: Edward Hopper

Molti lo definiscono il pittore della solitudine. E non hanno torto perché le storie che racconta attraverso i suoi dipinti sono spesso “sole”, apparentemente normali, eppure intrise di tristezza e nostalgia. Ma se provate ad ascoltarli i quadri di Hopper sentirete un grande vuoto, un’assenza di rumori, un silenzio. Ecco, Hopper è il pittore del silenzio. Il pittore che spia dalle finestre e racconta scorci di vita della middle class americana per portarne alla luce quello che non si vede.

A Woman in the Sun (Donna al sole) 1961, olio su tela, 101,92 x 155,58 cm Whitney Museum of American Art, New York; donazione per il 50° anniversario del Mr. and Mrs. Albert Hackett in onore di Edith e Lloyd Goodrich 84.31 © Whitney Museum of American Art, N.Y.

A Woman in the Sun (Donna al sole) 1961, olio su tela, 101,92 x 155,58 cm Whitney Museum of American Art, New York; donazione per il 50° anniversario del Mr. and Mrs. Albert Hackett in onore di Edith e Lloyd Goodrich 84.31 © Whitney Museum of American Art, N.Y.

Per conoscere la poesia del grande artista americano dal 15 ottobre fino al 24 gennaio 2010 a Palazzo Reale a Milano verrà allestita la prima mostra di Edward Hopper, un’esposizione antologica senza precedenti in Italia che comprende più di 160 opere. La rassegna si terrà prima a Milano e subito dopo a Roma (dal 16 febbraio al 13 giugno 2010).
Suddivisa in sette sezioni, seguendo un ordine tematico e cronologico, la mostra ripercorre tutta la produzione di Hopper, dalla formazione accademica agli anni in cui si studiava a Parigi, fino al periodo “classico” e più noto degli anni ’30, ’40, ’50, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni.

Summer Interior (Interno d’estate) 1909, olio su tela, 60,96 x 73,66 cm Whitney Museum of American Art, New York; l ascito Josephine Nivison Hopper 70.1197 © Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by the Whitney Museum of American Art

Summer Interior (Interno d’estate) 1909, olio su tela, 60,96 x 73,66 cm Whitney Museum of American Art, New York; l ascito Josephine Nivison Hopper 70.1197 © Heirs of Josephine N. Hopper, licensed by the Whitney Museum of American Art

Le prime sezioni “Autoritratti”, “Formazione e prime opere” e “Hopper a Parigi” illustrano un gruppo di promettenti selfportrait, le opere del periodo accademico e gli schizzi inondati di luce e le opere del periodo parigino. Poi c’è la sala dedicata a “La definizione dell’immagine: Hopper incisore” e poi, ancora, la sezione titolata “L’elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela” e “L’erotismo di Hopper” con alcune delle più significative immagini di donne, uno dei soggetti amati dall’artista americano.

Il teatro è finito
mi è rimasto in tasca
un fazzoletto bianco
ci sono le tue iniziali
lo faccio cadere per terra
insieme agli applausi.

Maria Zanolli (inedito)