PER AMORE DEL FRONTE: ROBERT CAPA E GERDA TARO AL FORMA DI MILANO

Gerda Taro Robert Capa, Segovia front, Spain 1937 © International Center of PhotographyLa guerra, se ci pensate bene, esiste solo perché ce la raccontano. A meno che tu non l’abbia vissuta in prima persona,  le ferite, quelle che bruciano, arrivano sulla nostra pelle accendendo la tv, sfogliando un quotidiano o una rivista.

La guerra si vive perchè c’è qualcuno che va là per noi. Uomini e donne che, per senso etico, amore della professione e vocazione, prendono la loro macchina fotografica, la videocamera, un taccuino e partono.

La mostra che inaugura sabato 28 marzo al Forma di Milano mette in scena i reportage di questi eroi. Un nome valga per tutti: Robert Capa. Quando si studia giornalismo all’università e ti capitano sotto gli occhi alcune immagini del grande fotografo ungherese è davvero difficile trattenere l’emozione. È indubbio il valore e la bellezza degli scatti, ma ciò che ti fa “tremare” è la potenza del soggetto. Lui diceva: «Se le tue immagini non sono belle come pensavi è perché non eri abbastanza vicino». Robert non aveva paura, andava lì dove poteva raccontare al meglio la guerra. È stato in Spagna durante la Guerra Civile, in Giappone e in ogni parte del globo per seguire gli eventi della Seconda Guerra mondiale. E i suoi reportage sono un pezzo di storia importantissimo.

La mostra, che quest’inverno era in scena alla Art Barbican Gallery di Londra, è un’occasione da non perdere, non solo per poter vedere gli scatti di Capa, ma anche per fare una full immersion e una riflessione sul reportage di guerra. Di Capa si potranno vedere scatti rari e suoi ritratti immortalati da altri fotogiornalisti.

Tra questi troviamo una leggenda del reportage di guerra, Gerda Taro, la prima donna che si è spinta sul fronte della Guerra Civile spagnola e ha lasciato lì la sua vita, a soli ventisette anni, travolta da un carro armato. È una storia molto triste quella della Taro che lascia un segno ancora più forte per le successive generazioni di donne, giornaliste e fotografe. Fino al giorno della sua morte Gerda ha rifornito le principali riviste dell’epoca di immagini sensazionali, spesso scattate insieme al suo compagno Robert. Per amore del fronte si sono incrociate le vite dei due fotografi, ma la guerra non ha avuto pietà. Tra i due, in un primo momento, la macchina della guerra grazia Robert Capa che, dopo il secondo conflitto mondiale partecipa nel 1948 alla guerra d’indipendenza di Israele e alla guerra Francia Indocina del 1954.

Ma è solo un conto rimasto in sospeso. Sarà proprio fotografando i movimenti dei francesi dal delta del Red river che il fotoreporter originario di Budapest perderà la vita calpestando una mina. Nonostante il tragico epilogo l’eredità di Capa è giunta a noi ed è a tutt’oggi un modello per le nuove leve del fotogiornalismo.

È stato, infatti, Robert Capa insieme ad altri tre fotografi – Henri Cartier-Bresson, George Rodger e David “Chim” Seymour – a fondare nel 1947 la Magnum, la più innovativa agenzia fotografica che ha rivoluzionato per sempre, con il suo spirito d’indipendenza, il panorama mondiale della fotografia.

INFO:

March 27 – June 21, 2009

Tues/Wed/Sat/Sun 10am – 8pm
Thurs/Fri 10am – 10pm
Closed Mondays

FORMA
Piazza Tito Lucrezio Caro 1
Milan, 20136
Phone: 02.58118067

Fred Stein Gerda Taro and Robert Capa, Paris, 1935 © Fred Stein International Center of PhotographyRobert Capa Gerda Taro and soldier, Spain, 1936 © Cornell Capa International Center of Photography



One Comment

  1. roby wrote:

    è sempre un piacere leggere di Capa, un vero maestro