QUALCHE VERSO PRIMA DI PARTIRE

fermarsi un passo prima

lo facciamo per difenderci
se non ci fosse un prima
e un dopo
immagina un sentimento
senza tempo

(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)

c’è una finestra
accesa
e una donna che ride
e i panni stesi di ieri
maggio nei fiori
siamo tutti appesi a un filo

(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)

ci sono attese
che stringi
in una mano

(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)

ho un pensiero
che stringo
nel cuscino
sei tutti i sogni
di una notte
e tutto il cielo
di una vita

(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)

 

Parigi è sabato
e dorme,
dai tetti ancora
qualche nuvola di fumo
della sera prima
e i marciapiedi bagnati.
Parigi e pioggia
e arriva dal fiume
una mano di nebbia
una mano sui miei fianchi.

(inedito di Maria Zanolli, maggio 2010)



4 commenti

  1. Paul wrote:

    “Suite d’una sera di giugno”

    Come cala la sera

    palpebra pesante sugli occhi del mondo

    sui sensi lassi, sui muscoli sciolti

    in una quiete singolare

    Come penetra il sonno, come radice

    nelle parentesi delle ciglia

    vedo un blu velluto per cielo:

    sta oscurando pian piano

    la vita, il paese.

    L’edera sul vecchio muro

    svanisce, svanisce il muro

    senza suono l’arpa delle betulle.

    Sa di caffè e malinconia

    questo ronzio di macchine lontane,

    come sa di fragile senso

    la tela lacerata del ragno,

    il nido lasciato vuoto sotto la mia finestra.

    E spero sempre ritornino

    i codirossi.

    Scrivo per vizio

    un appagato senso di vanità su vanità

    mosche su cartavelina, o lettere,

    mentre lo sguardo trapassa il vetro

    e ignora l’immagine che si riflette,

    mi perdo come a cercare

    vane costellazioni di vani presagi.

    son sul margine del foglio la parola

    ultima caduta,la parole

    che l’inchiostro secco non finì mai.

    Qualche caffè di troppo, qualche

    frase in cui c’eri tu

    in cui sono inciampato

    mi fanno scrivere, mi fanno scrivere a te, Maria,

    sperando cogliere un balzo

    delle tue ciglia sulle lettere che scorrono

    eppure ferme, che tremano

    eppure incise,

    nere macchie con una forma intelligente

    che la mente o il naso o la voce,

    o una qualsiasi altra sciocca singolarità

    pesa per quel che un attimo sono:
    inchiostro

    carta

    luce elettrica

    nesso di neuroni, voce

    sillaba, tracotanza

    nulla

    attimo

    tutto

    uno.

    PV.2VI2010

  2. Paul wrote:

    Coi denti spezzo
    la lucida ciliegia
    carne e rubino che racchiude
    un nocciolo più casto