QUEL MERAVIGLIOSO GIARDINO

Ecomuseo limonaia Pra de la Fam - Foto di Marino Colato (archivio parco Alto Garda)Ci sono certe sere che si fermano nel lago. Lo sguardo s’incanta nel blu e il tempo rimane come sospeso.

Che sia da una terrazza, camminando sul lungolago o dal finestrino dell’auto, è impossibile restare indifferenti.

Lo dicono i poeti, lo dice la gente che è passata di qui. Ma è il lago stesso a dirlo, quando ci guarda dritto negli occhi e arriva con i suoi profumi, di limone e di oliva, di fiori e di pesce, di vino e di terra.

C’è poi un tratto del lago di Garda, quello che inizia a Salò e finisce a Limone, che ha tutto un suo volto. Fermarsi, per esempio, a Gargnano, sedersi al porto a bere un vino o un caffè, ascoltare il lago, i movimenti delle barche a vela che ritmano il vento, ammirare il paesaggio con i suoi colori e le sue forme, regala un tempo ancora vergine, fatto di solitudine e poesia. Per chi cerca quiete e bellezza un viaggio lungo la Riviera dei Limoni è l’itinerario ideale. Visitare il meraviglioso “giardino”, così come il poeta tedesco definì questi luoghi e in particolare Limone, è un viaggio da non perdere, un percorso da gustare giorno dopo giorno.

Si parte da Salò, che, come scriveva Giosuè Carducci nelle Odi Barbare, «… porge dal seno lunato a sinistra le braccia candide, lieta come fanciulla che in danza entrando abbandona / le chiome e il velo a l’aure, / e ride e gitta fiori con le man piene …». L’insenatura della cittadina gardesana pare proprio un abbraccio. Salò, capoluogo della Magnifica Patria durante la dominazione Veneta e sede di numerosi ministeri del governo fascista della Repubblica Sociale Italiana, è adagiata, infatti, nel golfo omonimo, riparata dal vento. L’offerta turistica di questa vivace cittadina non si ferma di certo qui: per gli amanti dello sport e dell’aria aperta c’è la possibilità di sbizzarrirsi scegliendo tra gli itinerari lungo la collina, per la passeggiata che segue tutto il golfo o sul lago. Alcuni edifici di pregio meritano una visita: il Duomo, la Chiesa di S. Bernardino, il palazzo della Magnifica Patria e il palazzo del Podestà, la biblioteca dell’Ateneo di Salò. Per quanto riguarda la cucina, dall’antica tradizione culinaria ci arrivano una serie di ricette tipiche della zona. Uno dei piatti di origine popolare è il “risotto alla pilota” condito con salamelle, burro e parmigiano. Il “pà dei morcc” è il dolce delle feste dei morti, composto da mandorle, farina, zucchero, burro, uova, scorza di limone e rosolio. Altre ancora come i “bigoi d’ai”, il “conècc a rost”, “piccioni al marsala”, la “turta furmintuna”, “biline cotte al latte”, il “brodo di giuggiole” e lo “spiedo”.

Dopo aver trascorso qualche ora piacevole nella cittadina gardesana e magari dopo aver assaggiato le specialità della cucina in riva al lago è tempo di ripartire. La seconda tappa del nostro percorso tra le meraviglie del Benàco, è una località rinomatissima per l’edificio che fu abitato e reso celebre da un grande poeta, Gabriele D’Annunzio. Ogni anno al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera transitano 180mila persone e nei nove ettari dove ha sede la ex casa del Vate si trova un complesso di edifici, piazze, viali e fontane fra cui la casa del poeta detta la Prioria, il Museo della Guerra, il Mausoleo, il MAS, la nave Puglia donata al vate dalla Marina italiana ed incastonata sul fianco della collina, un auditorium in cui è custodito l’aeroplano con il quale lo scrittore compì il famoso volo su Vienna, il teatro all’aperto costruito ispirandosi ai modelli dell’antichità che può ospitare 1500 persone ed è stato inaugurato nel 1953 con l’Orchestra del Teatro alla Scala, da allora ospita nei mesi di luglio e agosto una ricca stagione di spettacoli il Festival d’Estate. Un pezzo di storia da non perdere se si passa da Gardone Riviera, che è, inoltre, una rinomata località di soggiorno, una stazione climatica e balneare di fama, dove alla vegetazione tipica del Lago di Garda si alterna quella mitteleuropea, mediterranea e sub-tropicale. I numerosi parchi e giardini si alternano lungo la sponda del lago ad eleganti ville storiche, già da fine Ottocento, ospitano una clientela internazionale desiderosa di relax, raffinatezza e benessere. Un luogo ideale dove fermarsi a riposare scegliendo uno tra i numerosi hotel e relais della zona. Per completare la gita turistica non può mancare una visita a Villa Alba, progettata nei primi anni del Novecento dall’architetto tedesco Schaefer a imitazione dei monumenti dell’acropoli di Atene e al giardino botanico A. Hruska con più di 500 specie di flora provenienti da tutti i continenti e delle più diverse zone climatiche. Dopo aver trascorso la notte, magari in una delle splendide ville storiche dell’area, è tempo di riprendere il cammino lungo la sponda occidentale del lago di Garda verso Toscolano Maderno, Gargnano, Tignale, Campione e il meraviglioso parco regionale dell’Alto Garda.

Culla della produzione cartaria italiana, una volta giunti a Toscolano Maderno non può mancare una visita alla Valle delle Cartiere. Vi si accede imboccando la strada per Gaìno e, prima che inizi la salita, tenendo subito la sinistra. Qui per secoli trovarono sede cartiere, fucine, calchere. Alla Valle delle Cartiere vi si giunge da una stradina suggestiva che si snoda tra caverne di roccia, costeggiando il fiume. Una tappa da non perdere che ci ricorda quanti angoli di storia sono nascosti nella nostra grande Italia.

La tappa successiva dell’itinerario è Gargnano. Quando si arriva la sensazione è quella di trovarsi in un antico paese di pescatori. L’atmosfera è molto romantica e non da meno sono i piccoli borghi collinari, adagiati sugli erbosi declivi che un tempo erano alla base dell’economia montana e dai quali oggi si può godere di un panorama meraviglioso sul Lago di Garda, con scorci che fanno tornare indietro nel tempo. Formato da 13 piccole frazioni, Gargnano è un vasto comune in una posizione centrale all’interno della Riviera dei Limoni, una sorta di paese tra due laghi. Il Capoluogo e le frazioni di Villa e Bogliaco sono, infatti, lambite dal Lago di Garda e offrono una paesaggio tipicamente mediterraneo, mentre l’entroterra gargnanese risale gradatamente la collina fino a comprendere il Lago di Valvestino, autentico fiordo incastonato tra le montagne dell’omonima valle che merita una visita. Tra gli edifici di pregio – in quella che è anche la capitale della vela gardesana da cui parte ogni settembre la regate internazionale Centomiglia – troviamo la chiesa parrocchiale di S. Martino, eretta originariamente nel XI sec. sulle rovine di un edificio romano, ampliata nella prima metà dell’Ottocento su progetto dell’architetto Rodolfo Vantini e Palazzo Feltrinelli, opera dell’architetto Solmi che, tra l’ottobre 1943 e l’aprile 1945, fu residenza pubblica di Benito Mussolini. A circa 700 metri sul livello del mare si trova l’eremo di S. Valentino raggiungibile a piedi da Sasso, lungo una mulattiera da cui si gode un magnifico panorama sul lago.

Ciò che colpirà il visitatore percorrendo la gardesana occidentale sarà, di certo, il paesaggio romantico, la splendida vista sul lago, la storia dei paesini che costeggiano la riva ma soprattutto chi si troverà in queste zone noterà sulle colline dei particolari architettonici, lunghi pilastri che si stagliano verso il cielo. Raggiungono e superano anche i dieci metri di altezza e stanno lì a testimoniare, per un verso, una forma di architettura ormai connaturata con il lago e, per l’altro, la forte motivazione dell’uomo a sfruttare al meglio l’opportunità di coltivazione e commercio di agrumi e in particolare di limoni. Sono i “Giardini di limoni” tanto amati da Goethe, il segreto di questo tratto di riva gardesana che ha appassionato poeti e scrittori giunti in queste zone e che non mancherà di incuriosire anche i nostri viaggiatori.

Dopo aver lasciato la magia di Gargnano il paese che s’incontra è Tignale. Posto su un verde altopiano coltivato a olivi e frutteti, tra panorami mozzafiato e terrazze a picco sul lago, il comune di Tignale si snoda tra sei frazioni. Collina e montagna caratterizzano la geografia dei luoghi ed offrono scenari incantevoli: da una parte l’aspra forra del torrente S. Michele, dall’altra i caratteristici terrazzi che si stendono da Piovere a Oldesio, coltivati ad olivi; nell’entroterra prati, boschi, ampie vallate; a lago, a ridosso delle pareti rocciose, il piccolo porto dove è presente la suggestiva limonaia settecentesca del Prà del la Fam, ora adibita a museo, dove è possibile ancora osservare le diverse fasi dell’antica coltivazione di agrumi. Tra gli edifici da visitare troviamo, recentemente restaurato, il Santuario della Madonna di Montecastello, uno dei luoghi sacri più noti del Garda, specialmente per le vicende storiche di cui è stato protagonista e per la sua bellezza architettonica ed artistica. Sorto sui ruderi di un antico castello, custodisce la Casa Santa, un tempietto che si fa risalire all’802. Vi è conservato un affresco trecentesco di scuola giottesca. Vi è annesso l’Eremo, che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini. Lungo la strada di accesso dalla provinciale si trovano le cappelle con i misteri del S. Rosario.

Un prodotto tipico di Tignale è lo spongadì, un dolce molto simile allo spongade della Valcamonica. Un altro dei piatti tipici della cucina gardesana è la polenta cünsa, o polenta pasticciata, o polenta üta, dove si trovano mescolati la tradizione mediterranea e quella alpina.

Immersi nel cuore dell’alto Garda non si può tralasciare una visita all’entroterra ai paesi di Tremosine, Magase e Turano. Tremosine si trova nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano e ne incarna l’essenza più vera (oltre 70 Km) e raccoglie tutti i pregi naturali e ambientali dell’area naturale protetta. Primo tra tutti quello paesaggistico. Qui le montagne più elevate del Parco si confondono con l’azzurro del Garda, offrendo scenari che non hanno eguali. Tra monti e lago, tra alpino e mediterraneo, è adagiato il verde altopiano di Tremosine, un’oasi naturale ancora incontaminata che appaga lo spirito. Di fronte, al di là del lago, l’imponenza del Monte Baldo.

Ma, tornando a riva, un’altra meraviglia è alle porte. La città che dà il nome all’intera riviera, Limone. Dal latino “limes”, terra di frontiera, l’antico paese dell’alto Garda bresciano è quello in cui i profumi e i colori degli agrumi si sentono più forti. Qui le limonaie si estendono in terrazzi sopra l’abitato. Le origini delle serre di limoni risalgono al XIII secolo, quando la coltivazione di agrumi venne introdotta anche sul Lago di Garda. Così nacquero le giganti “serre” che servivano a proteggere le preziose piantagioni da eventuali inverni rigidi. Gli abitanti della Riviera, che fino a quel tempo erano stati contadini tenaci, rustici barcaioli o pescatori per sopravvivenza, divennero “giardinieri”. Il Lago di Garda divenne così la zona di produzione di agrumi per scopo commerciale più settentrionale del mondo.

Limone è davvero una gemma del Lago di Garda. Le vecchie case si stringono intorno al grazioso porticciolo e, nonostante il turismo porti ogni giorno centinaia di persone in visita al comune gardesano, ciò non ha rovinato l’atmosfera del paese e anzi ha valorizzato i suoi tesori. Oltre per la bellezza del paesaggio, la cittadina dell’alto garda bresciano è rinomata per due frutti del suo territorio: i limoni e l’olio. L’olio prodotto in queste zone ha particolari doti organolettiche dovute al clima, al terreno, alla varietà delle piante. Particolare cura viene riservata ai vari momenti di raccolta e alla lavorazione delle olive: la prima viene fatta esclusivamente a mano, utilizzando lunghe scale a pioli, mentre la spremitura si fa a freddo, secondo una antica tradizione, con due pesanti molazze di granito. Non da meno è la caratteristica produzione dei limoni. La Limonaia del Castel è uno di più antichi e autentici giardini d’agrumi del Garda. Di origine settecentesca, documentata nel catasto napoleonico del 1817, è stata recuperata dall’amministrazione comunale di Limone che l’acquistò nel 1995 con l’intento di tutelare e valorizzare il patrimonio di cultura del lavoro dell’uomo che ha trasformato e caratterizzato il paesaggio ambientale del luogo. Sono una settantina gli agrumi in produzione della limonaia: cedri, limoni, aranci dolci ed amari, chinotti, bergamotti, pompelmi, mandarini e kumquat. Una ricchezza naturale che vi coinvolgerà nel vostro itinerario lungo la riviera e non passò inosservata ai viaggiatori del passato. Il 13 settembre 1786 J. W. Goethe, scrittore e poeta tedesco tra i più famosi, passando in barca da Torbole a Malcesine, restò estasiato alla vista delle grandi serre di agrumi. Per terminare il nostro viaggio – e lasciarvi partire con un tocco di poesia – ecco un pezzo di letteratura del grande scrittore.

«Stamane alle tre partii da Torbole con due rematori. In principio il vento era propizio, sì che potemmo giovarci della vela. La mattina era stupenda benchè nuvolosa, ma all’alba tranquilla. Passammo davanti a Limone i cui giardini, disposti a terrazze e piantati di limoni, hanno un ricco e bell’aspetto. Il giardino è costituito da file di bianchi pilastri quadrati, che stanno ad una certa distanza l’uno dall’altro e si spingono su per la montagna ad uso di gradinata. Sopra tali pilastri sono poste delle forti travi per coprire le piante durante l’inverno. L’osservazione e la contemplazione di tali piacevoli oggetti fu favorita dalla lenta navigazione: e così avevamo superato Malcesine, quando il vento mutò completamente direzione e secondo l’usato soffiò verso nord».

Per informazioni su eventi, manifestazioni enogastronomiche, itinerari della Riviera dei Limoni visitare il sito: http://www.rivieradeilimoni.it/

La limonaia del Castèl (Archivio foto Parco Alto Garda)La limonaia del Castèl